
L'assicurazione malattia va estesa, per quanto possibile, anche ai sans-papiers. È quanto afferma il Consiglio federale approvando il rapporto sull'accesso all'assistenza sanitaria da parte di questa categoria di persone. Nessuna modifica legislativa è necessaria. Il documento, redatto in seguito a un postulato inoltrato da Bea Heim (PS/SO), ricorda che i sans-papiers, essendo residenti in Svizzera, sono già assoggettati all'assicurazione malattia in virtù della LAMal. In realtà, solo una minoranza è però assicurata. Ciò si spiega con la resistenza degli stessi sans-papiers nei confronti delle autorità e con la loro precarietà finanziaria. A ciò si aggiunge l'atteggiamento degli assicuratori e i limitati mezzi di controllo a disposizione dei Cantoni per garantire l'obbligatorietà assicurativa di queste persone. Il governo ritiene che il livello di copertura assicurativa dei sans-papiers vada aumentato, non da ultimo per ragioni finanziarie: rinviando le visite mediche fino al momento in cui diventano inevitabili, i sans-papiers necessitano sovente di trattamenti più costosi. Inoltre, se fatture non sono saldate, a farne le spese sono in primo luogo i fornitori di prestazioni, e in seguito - come è spesso il caso - l'ente pubblico. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia necessaria una revisione della LAMal. Per il governo il quadro giuridico attuale è infatti sufficientemente chiaro. ATS
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