
La presidente dei Verdi, Lisa Mazzone, ha esortato i delegati del suo partito, riuniti oggi in assemblea a Liestal (BL), a difendere i propri valori, anche in un periodo difficile. In particolare, ha ribadito l'invito ad abbandonare le energie fossili e a difendere i profughi.
Rallegrandosi per le recenti vittorie ecologiste alle elezioni comunali nel canton Zurigo e nel Land tedesco del Baden-Württemberg, limitrofo della Svizzera, la ginevrina ha sottolineato, stando alla versione scritta del suo discorso, che «le soluzioni dei Verdi sono più importanti che mai».
Ha poi sottolineato la centralità strategica e le perversioni legate al petrolio. Il presidente statunitense Donald Trump punta alle riserve strategiche di greggio dell'Iran o del Venezuela, più che alla democratizzazione o alla liberazione dei popoli, ha denunciato. Le energie fossili consentono al suo omologo russo Vladimir Putin di alimentare il suo tesoro di guerra e ai regimi autoritari di finanziare il proprio potere, ha proseguito.
«Le crisi petrolifere che seguono queste guerre indeboliscono le popolazioni occidentali. Creano il terreno fertile per l'ascesa di un'estrema destra liberticida e imperialista». Per uscire da questa «spirale infernale», c'è una sola soluzione: abbandonare immediatamente le energie fossili, che «non hanno futuro». Mazzone ha sottolineato che nel 2025, per la prima volta, le turbine eoliche e i pannelli solari hanno prodotto più energia a livello mondiale rispetto alle energie fossili.
Sul piano sociale, la presidente dei Verdi, già consigliera nazionale (2015-2019) e consigliera agli Stati (2019-2023) per Ginevra, ha invocato una società inclusiva e aperta e ha difeso la diversità. In tal senso, ha denunciato l'iniziativa popolare federale promossa dall'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», un testo che, secondo lei, attacca gli stranieri e mira a isolare la Svizzera dall'Europa, e ha difeso la migrazione, «motore della nostra economia e della nostra società».
L'iniziativa per la sostenibilità, sottoposta a votazione il 14 giugno, chiede un controllo dell'immigrazione, affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050. In caso di superamento di tale limite, è prevista la denuncia degli Accordi sulla libera circolazione delle persone siglati con l'Unione europea.

