
I genitori che non fanno capo a strutture esterne alla famiglia per accudire i loro figli non vanno penalizzati fiscalmente. È il credo dei delegati dell'UDC, riuniti oggi in assemblea a Pfäffikon (SZ), che con 367 voti senza opposizioni hanno deciso il lancio di un'iniziativa popolare. L'Unione democratica di centro (UDC) manifesta così il proprio disappunto riguardo all'attuale politica famigliare in Svizzera. L'iniziativa chiede che nella Legge federale sull'armonizzazione delle imposte sia ancorata una deduzione per coloro che allevano autonomamente i propri figli. Il suo ammontare deve essere perlomeno identico a quello garantito alle persone che fanno capo agli asili nido e alle "mamme diurne". La proposta di modifica costituzionale consente all'UDC di combattere il regime introdotto nella legge dal parlamento in autunno, che a suo avviso discrimina le famiglie dette "tradizionali", come ha spiegato il presidente dell'UDC Toni Brunner. Le camere hanno accettato che i genitori che affidano a professionisti la cura dei piccoli possano dedurre sino a 10'000 franchi l'anno sull'imposta federale diretta. In vari cantoni, questi genitori possono già dedurre una parte dei costi. All'inizio dell'assemblea Brunner ha deplorato il comportamento del Consiglio federale all'indomani del voto contro la costruzione di minareti. Singoli ministri - Brunner ha citato Hans-Rudolf Merz, Micheline Calmy-Rey e Eveline Widmer-Schlumpf - hanno criticato il verdetto del popolo invece di assumerlo e difenderlo. Così facendo hanno violato il giuramento che impone loro di battersi per il popolo e il Paese, ha sostenuto. Questo episodio rivela quanto l'iniziativa dell'UDC per l'elezione popolare del Consiglio federale sia opportuna, ha concluso. ATS
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