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Svizzera
Assemblea UDC: netto "sì" dei delegati a votazione popolare governo
Redazione
13 anni fa

Riuniti in assemblea a Engelberg (OW), i delegati dell'UDC hanno detto un "sì" quasi unanime all'iniziativa per un'elezione popolare del Consiglio federale, di cui il partito è promotore. Con 370 voti contro 8, hanno infatti seguito le raccomandazioni della direzione. In precedenza, il presidente dell'UDC Toni Brunner aveva dichiarato che un'elezione del governo da parte del popolo garantirebbe un maggiore rispetto dei diritti popolari. A suo avviso, l'iniziativa in votazione il 9 giugno è un segnale contro chi vuole rendere preponderanti il diritto internazionale e il diritto europeo. Di fronte ai delegati, Brunner ha inoltre denunciato la proposta del Consiglio federale di far apporre un avvertimento sui formulari per la raccolta delle firme per le iniziative, con il quale si sottolineano gli obblighi della Svizzera nei confronti del diritto internazionale. Il presidente dell'UDC ha pure denunciato la sentenza del Tribunale federale (TF) secondo cui norme non imperative del diritto internazionale debbano prevalere sul diritto svizzero. A detta di Brunner, il TF rimette così in discussione la democrazia diretta e la sovranità del Paese. Il consigliere nazionale sangallese ha anche criticato l'applicazione automatica del diritto europeo sul territorio svizzero che limita a sua volta la sovranità elvetica. "Noi abbiamo bisogno dell'elezione del Consiglio federale da parte del popolo, affinché la Svizzera non crolli", ha concluso Brunner. Dal canto suo Ueli Maurer, pur non sostenendo esplicitamente il "sì" all'iniziativa, ha invitato i delegati a battersi per la democrazia diretta. "Una delle grandi forze del nostro sistema è che da noi i posti importanti sono attribuiti per volontà popolare", ha detto il presidente della Confederazione. Eleggendo persone a queste cariche, "le responsabilità sono chiaramente stabilite" e "la fiducia in esse aumenta", ha aggiunto il consigliere federale UDC. Per Maurer, la democrazia diretta ha portato a "scelte ragionevoli". Ha menzionato in tal senso il rifiuto del popolo svizzero di aderire allo Spazio Economico Europeo (SEE) il 6 dicembre del 1992. Anziché una "domenica nera", come la definì l'ex consigliere federale Jean-Pascal Delamuraz, questa decisione - se la si osserva con un certo distacco - costituì una "domenica di gloria", ha sottolineato il ministro zurighese. Il consigliere federale ha inoltre rilevato le qualità "pacificatrici e stabilizzatrici della nostra società" intrinseche alla democrazia diretta. Essa "canalizza le inquietudini e i malumori della popolazione. Se qualcosa non vi piace, potete cambiarla a condizione di trovare una maggioranza che condivide il vostro parere". Contro l'iniziativa UDC, si è espresso invano il consigliere nazionale Gerhard Pfister (PPD/ZG), il quale ha relativizzato l'importanza dell'elezione del Consiglio federale. Secondo Pfister, è inoltre tutto da dimostrare che in una elezione popolare sarebbero eletti i migliori candidati. Un cambiamento di sistema apporterebbe pochi vantaggi riconoscibili. "Respingo pertanto l'iniziativa", proprio in qualità di rappresentante conservatore. ATS

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