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Svizzera
Assemblea UDC: Consiglio federale sia eletto dal popolo
Redazione
17 anni fa

Critiche alla "classe politica" e al Consiglio federale, che dovrebbe essere eletto dal popolo e non dal parlamento: questo, in sintesi, il contenuto dell'odierna assemblea dei delegati dell'Unione democratica di centro (UDC), tenutasi a Coira. Il via libera di principio a un'iniziativa popolare per far eleggere il Consiglio federale dai cittadini è stata presa con 358 voti contro 28. Il testo della modifica costituzionale proposta dalla sezione zurighese - già in cantiere da tempo - è invece stata bocciata con 279 voti contro 97. In vista dell'assemblea del 3 ottobre, un gruppo di lavoro dovrà ora preparare una versione definitiva e in particolare scegliere tra il sistema proporzionale e quello maggioritario. "Con un'elezione popolare, il Consiglio federale dovrà rispondere delle sue azioni di fronte ai cittadini", ha affermato il consigliere nazionale zurighese Christoph Mörgeli. Il popolo, inoltre, non potrà più dire che "tanto a Berna fanno quello che vogliono". Per l'elezione del successore di Pascal Couchepin, l'UDC continua a temporeggiare, ma si riserva la possibilità di mandare in campo un proprio candidato benché abbia poche possibilità di successo. "Urs Schwaller sarà quasi sicuramente eletto" in Consiglio federale il prossimo 16 settembre e "la sinistra occuperà così cinque dei sette seggi in governo", ha dichiarato davanti ai delegati il presidente Toni Brunner, per il quale "la concordanza è ancora una volta calpestata". "L'UDC è il partito che ha più diritti a rivendicare un seggio supplementare in Consiglio federale", ha aggiunto Brunner. Secondo il consigliere nazionale sangallese, la volontà del Partito liberale radicale (PLR) di difendere il suo secondo seggio è legittima, ma "di fronte agli assalti della sinistra" la formazione guidata da Fulvio Pelli "non avrà la forza di resistere". Inoltre, i liberali-radicali "non hanno purtroppo voluto cercare un professionista competente e riconosciuto al di fuori del proprio gruppo parlamentare". Questa constatazione ha spinto il gruppo UDC alle camere "a rivendicare ciò che dovrebbe spettargli di diritto", ovvero un secondo seggio in governo. A questo proposito Brunner ritiene che il consigliere nazionale friburghese Jean-François Rime abbia tutte le carte in regola per sedere in Consiglio federale. I delegati dell'UDC hanno approfittato dell'odierna assemblea anche per tuonare contro la "classe politica" svizzera e il suo "catastrofico bilancio di metà legislatura". Brunner ha criticato il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey per la loro gestione della crisi diplomatica con la Libia. Il presidente dell'UDC ha nel contempo lanciato una frecciata contro l'accordo raggiunto tra Svizzera e Stati Uniti nel contenzioso fiscale riguardante UBS: i contenuti dell'intesa - ha affermato - devono essere pubblicati interamente. Anche il consigliere nazionale ginevrino Yves Nidegger non ha usato mezzi termini: "dopo la non rielezione di Christophe Blocher in Consiglio federale nel dicembre 2007, la Svizzera ha perso in modo spettacolare la sua indipendenza". Dal canto suo, la consigliera nazionale lucernese Yvette Estermann ha denunciato il "caos nel diritto d'asilo e degli stranieri". Infine, il consigliere nazionale zurighese Bruno Zuppiger ha denunciato "la statalizzazione delle famiglie e dei bambini". ATS

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