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Svizzera
Assemblea UDC, con Schengen più criminalità
Redazione
16 anni fa

L'accordo di Schengen è responsabile dell'aumento della criminalità in Svizzera. Questa l'opinione espressa oggi dal presidente dell'UDC Toni Brunner in apertura dell'assemblea dei delegati convocata a Näfels, nel canton Glarona, dove tra meno di un mese si terranno le elezioni per il Gran consiglio. Per il consigliere nazionale sangallese, "sopprimendo i controlli delle persone alle frontiere, la Svizzera ha completamente perso il controllo dell'immigrazione". Si tratta, secondo il presidente dei democentristi, "della maggior perdita di sovranità mai sperimentata finora dalla Confederazione". Secondo Brunner, la Svizzera deve smetterla di adattare il suo diritto agli sviluppi dell'accordo di Schengen e ciò finché il Consiglio federale non avrà analizzato gli effetti di questa intesa sulla criminalità in Svizzera. Per il consigliere nazionale Hans Fehr (UDC/ZH), "se l'analisi del governo dovesse confermare quanto osservato da noi, bisognerà denunciare l'accordo". Brunner ha accusato i partiti di centro e di sinistra di non far nulla per contrastare la criminalità montante. Anzi. "Opponendosi all'iniziativa dell'UDC sul rinvio dei criminali stranieri, fanno di tutto affinché simili persone non possano essere espulse", ha sottolineato. Il consigliere nazionale Hans Fehr, presidente dell'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), ha denunciato il fatto che la Confederazione non abbia nulla da dire sugli sviluppi dell'accordo, ai quali Berna deve adattarsi se non vuole esserne esclusa. Oltre a ciò, ha sostenuto che i costi legati all'applicazione di questa intesa sono letteralmente esplosi. Già nel 2004, l'UDC aveva promosso il referendum contro questo accordo, accolto però dal popolo col 54,6%. A detta di alcuni oratori, il Consiglio federale ha ingannato il popolo, dal momento che la sicurezza è andata peggiorando, invece di migliorare come si pretendeva, specie nelle regioni di frontiera. L'UDC ha citato le statistiche sulla criminalità per il 2009, mettendo in rilievo - a parere del partito - la recrudescenza dei delitti violenti. In un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève", la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha difeso Schengen e negato invece qualsiasi legame diretto tra questa intesa e la criminalità. ATS

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