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Svizzera
Assemblea PLR: sì a estensione libera circolazione
Redazione
18 anni fa

Un sì convinto al rinnovo e all'estensione a Bulgaria e Romania dell'accordo con l'Unione europea sulla libera circolazione delle persone. La decisione è stata presa oggi all'unanimità dai circa 200 delegati del partito liberale-radicale svizzero (PLR), riunitisi in assemblea a Neuchâtel. Il tema - sui cui si voterà l'anno prossimo, sempre che riesca il referendum - è stato illustrato ai delegati dal consigliere nazionale bernese Johann Schneider Ammann, che ha sottolineato gli effetti benefici per l'economia svizzera dei patti bilaterali negoziati con Bruxelles. In caso di rifiuto della libera circolazione le conseguenze sarebbero catastrofiche: le aziende elvetiche non avrebbero più libero accesso al mercato europeo e sarebbero discriminate rispetto alla concorrenza. Ampi consensi ha raccolto anche il programma volto a favorire la ristrutturazione e l'efficienza energetica degli immobili, attraverso agevolazioni fiscali. Una soluzione, secondo il PLR, che contrasterà il rallentamento congiunturale e sosterrà la creazione di nuovi posti di lavoro. Respinta invece l'idea di destinare al risanamento degli edifici una parte degli introiti della tassa sul C02. Il partito si è anche schierato per una più incisiva compensazione del drenaggio fiscale, o "progressione a freddo", il fenomeno per cui un contribuente, a parità di reddito reale, si ritrova sottoposto a una maggiore pressione tributaria per il solo effetto dell'inflazione. I lavori sono stati aperti dal presidente Fulvio Pelli, che ha invitato i delegati a sostenere senza riserve la progettata fusione tra il PLR e il Partito liberale svizzero. Il matrimonio, che permetterà al nuovo PLR di diventare la forza politica più importante in cinque cantoni, dovrebbe essere celebrato il 25 ottobre prossimo a Berna in occasione di una assemblea congiunta delle due formazioni politiche. Pelli, nel suo discorso inaugurale, ha severamente criticato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, la cui politica estera non serve gli interessi della Svizzera, e il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, sceso in campo di recente per combattere l'iniziativa, dello stesso PLR, volta a limitare il diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste. Una frecciata anche al ministro della difesa Samuel Schmid, per la sua politica di comunicazione nello scandalo che ha investito l'ex capo dell'esercito Roland Nef. ATS

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