
Il Partito cristiano sociale, riunito oggi in assemblea a Friburgo, ha deciso le raccomandazioni di voto in vista della consultazione del prossimo 9 febbraio: due chiarissimi "no" alle due iniziative "Contro l'immigrazione di massa" e "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" e un "sì" all'unanimità al decreto federale concernente il Finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF). Con 21 voti contro due, i delegati hanno pure adottato un nuovo nome per la formazione, che d'ora in poi si chiamerà "Centro sinistra - PCS Partito cristiano sociale". A Friburgo erano riuniti 25 delegati. Il piccolo partito, fondato nel 1997, è presente solo in alcuni cantoni romandi e svizzerotedeschi. Un solo delegato si è espresso a favore dell'iniziativa sull'immigrazione, ha detto all'ats il presidente del PCS Marius Achermann. La crescita della popolazione residente costituisce certamente una sfida per la Svizzera, ma contingenti annuali per gli stranieri non sono una risposta adeguata. Il testo sul finanziamento dell'aborto è stato accettato da un solo delegato e un secondo si è astenuto. L'assemblea ha ritenuto che, se accolta, l'iniziativa penalizzerebbe soprattutto giovani donne di condizioni modeste, che per ragioni finanziarie ricorrerebbero a interventi meno sicuri. Nessun dubbio sul FAIF: la rete dei trasporti pubblici va mantenuta e, dove necessario, ampliata, ha ritenuto l'assemblea. Nuovo nome Il cambio di nome - ha detto Achermann - riflette un'evoluzione dei costumi e mira a rafforzare il posizionamento politico della formazione, mantenendo una linea politica chiara e solidamente ancorata a valori come la giustizia sociale, la difesa dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. La decisione di principio era già stata presa dall'assemblea di Delémont (JU) dello scorso ottobre. Oggi si è trattato di formalizzare la modifica degli statuti del partito.
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