
Il Nuovo movimento europeo Svizzera (NUMES), in occasione dell'assemblea generale, ha celebrato oggi a Berna i suoi dieci anni di esistenza. Ne ha approfittato per pronunciarsi in favore della riconferma dell'accordo di libera circolazione tra la Confederazione e l'Unione europea (Ue) e della sua estensione alla Romania e Bulgaria. "Nell'ultimo decennio la Svizzera è diventata un membro passivo dell'Ue", si è rammaricata la presidente del movimento. Attraverso gli accordi bilaterali e l'allineamento "autonomo", la Svizzera si è integrata all'Ue, ha sostenuto la presidente del NUMES e consigliera nazionale Christa Markwalder (PLR/BE), rieletta oggi al vertice del movimento. Così facendo Berna rinuncia volontariamente al diritto di codecisione, ha denunciato la bernese. Il NUMES chiede che i due progetti di libera circolazione e della sua estensione siano raggruppati in un unico dossier, come auspicato dalla Commissione della politica estera (CPE) del Consiglio degli Stati. Stando al movimento, la libera circolazione è possibile solo con l'insieme dei 27 Paesi dell'Ue. I partecipanti all'assemblea generale hanno inoltre invitato popolo e Cantoni a respingere l'iniziativa promossa dall'Unione democratica di centro (UDC) "per naturalizzazioni democratiche", in votazione il prossimo primo giugno. Il NUMES è nato nel 1998 dalla fusione di quattro organizzazioni europeiste, mettendo fine a tendenze divergenti tra i partigiani dell'adesione. ATS
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