
Con 183 voti su 202 schede valide, il consigliere federale Didier Burkhalter (PLR), capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), 53 anni, è stato eletto stamani presidente della Confederazione per il 2014 dall'Assemblea federale. Le Camere riunite hanno poi eletto, con 180 voti su 205 schede valide, la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga (PS), pure 53enne, alla vicepresidenza del Consiglio federale. Le candidature di Burkhalter e Sommaruga, proposte dai rispettivi gruppi, non erano contestate. Per l'elezione del presidente della Confederazione, negli ultimi dieci anni hanno ottenuto più suffragi solo Pascal Couchepin (197 suffragi nel 2007) e Hans-Rudolf Merz (195 voti nel 2008), entrambi, come lo stesso Burkhalter, membri del Partito liberale radicale (PLR). Anche l'UDC, che si oppone strenuamente a "giudici stranieri" nell'ambito dei negoziati istituzionali con l'Unione europea (Ue), ha sostenuto il liberale radicale. Quest'ultimo, per uscire dallo stallo attuale della via bilaterale, ha proposto di accordare alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) la competenza di interpretare il diritto dell'Ue in caso di controversie con la Confederazione. Il parere della CGUE a suo avviso non sarà vincolante. L'UDC, ma non solo, teme il contrario. In una conferenza stampa a Palazzo federale, il neopresidente della Confederazione, ufficialmente in carica per un anno dal prossimo primo gennaio, ha ringraziato l'Assemblea federale per aver "espresso un voto chiaro, segno di fiducia per tutto il governo". Infatti anche Sommaruga è stata brillantemente eletta alla vicepresidenza dell'esecutivo. Sarà con tutta probabilità la presidente della Confederazione nel 2015. Le priorità di Burkhalter nella sua nuova funzione saranno l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), di cui la Svizzera assumerà la presidenza l'anno prossimo, e il rinnovamento della via bilaterale con l'Ue. Il neopresidente intende anche puntare su gioventù, lavoro e apertura della Confederazione al mondo. A quest'ultimo proposito, all'inizio dell'anno sono già previste numerose visite ufficiali, soprattutto in Europa e in Asia. Particolarmente intensi i contatti previsti con l'Italia, con una possibile visita di Stato, preceduta dal viaggio nella Confederazione del presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta. Nel Vecchio Continente, ha detto Burkhalter, la Svizzera si concentrerà soprattutto con i Paesi limitrofi. Sull'agenda asiatica del presidente della Confederazione spiccano una visita di Stato della presidente della Corea del sud e un viaggio in Giappone. L'anno presidenziale sarà posto sotto il motto "La Svizzera e il mondo", ha detto il liberale radicale sottolineando il pragmatismo del suo programma, con temi "concreti per la gioventù" e "poco spazio per l'ideologia". Accanto ai giovani, "perché loro è il futuro", Burkhalter intende prestare particolare attenzione al lavoro, "perché valore costitutivo della cultura svizzera" e fattore di prosperità, e all'apertura al mondo, "perché chiave del successo elvetico". Burkhalter, quale ministro degli esteri, l'anno prossimo presiederà l'OSCE, in cui intende insistere sulla promozione della sicurezza. Il lavoro in questa organizzazione richiederà molta volontà e umiltà. "Trovare soluzioni consensuali tra i 57 Paesi membri dell'organizzazione è più difficile che tra i sette del Consiglio federale", ha detto scherzando. Quanto ai rapporti con Bruxelles, per Burkhalter nel 2014 si apre "una finestra di opportunità". Le proposte elvetiche su un nuovo approccio istituzionale sono state accettate dall'Ue. Nessuna delle due parti è sotto pressione: vi è dunque l'occasione unica di trattare con serenità, ha sostenuto il neopresidente della Confederazione. Accrescere la sicurezza del diritto nei rapporti con Bruxelles non può che rendere l'accesso al mercato interno europeo più facile per la Svizzera. Burkhalter è consapevole delle difficoltà: un progresso nei negoziati con l'Ue sarà considerato un successo della Svizzera, sarà invece il presidente della Confederazione a dover portare la responsabilità di un eventuale fallimento. Non ci sarà una rottura con il presidente uscente Ueli Maurer (UDC): "forse ad eccezione della cravatta, non siamo così diversi e andiamo d'accordo". L'elezione alla presidenza della Confederazione è l'apice di una brillante carriera politica. A soli 31 anni Burkhalter è stato eletto municipale a Neuchâtel, poi nel 2003 in Consiglio nazionale e infine nel 2007 agli Stati. Nel 2009 è entrato in Consiglio federale al posto di Couchepin e ne ha ereditato il Dipartimento federale dell'interno (DFI). Tre anni più tardi, dopo le dimissioni dal governo di Micheline Calmy-Rey, ha assunto la direzione del DFAE. Con Burkhalter è la dodicesima volta che la presidenza della Confederazione è nelle mani di un neocastellano. Alcuni consiglieri federali di Neuchâtel hanno esercitato la funzione più di una volta. L'ultimo è stato René Felber (PS) nel 1992, pure lui ministro degli esteri.
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