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Svizzera
Assemblea delegati Verdi: no a passaporto biometrico
Redazione
18 anni fa

"No" al passaporto biometrico, "sì" alla medicina complementare nell'assicurazione di base: sono queste le raccomandazioni di voto dei Verdi Svizzeri in vista delle votazioni popolari del prossimo 17 maggio. Riuniti oggi in assemblea a Sion, gli ecologisti hanno inoltre adottato tre risoluzioni per ribadire la loro opposizione alle energie fossili.° Il passaporto biometrico non ha dunque trovato il sostegno dei 150 delegati del partito ecologista, che - senza voti contrari econ cinque astensioni - hanno appoggiato il referendum lanciato contro l'introduzione di questo documento d'identità in Svizzera. I delegati hanno così seguito la raccomandazione del loro consigliere agli stati Luc Recordon, che aveva criticato i rischi di un sistema a suo parere facilmente manipolabile. Sarebbe troppo facile copiare i dati elettronici di una persona e rubargli l'identità, ha detto Recordon. Secondo il quale, l'idea del passaporto biometrico ha un effetto perverso perché dà l'illusione di una maggiore protezione. La reintroduzione della medicina complementare nell'assicurazione malattia di base ha invece trovato ampi favori tra i Verdi. Solo cinque delegati si sono detti contrari: a loro parere il progetto dovrebbe prendere in considerazione più discipline. In apertura di dibattito, Recordon ha inoltre criticato il rinvio della votazione sul risanamento dell'assicurazione invalidità (AI). "È inaccettabile che il Consiglio federale riapra un dossier che il parlamento aveva chiuso", ha tuonato. A nome dei Verdi, Recordon ha quindi invitato a votare "sì" il 27 settembre all'aumento dell'IVA in favore dell'AI. I delegati hanno poi adottato tre risoluzioni in materia energetica. Il partito rifiuta categoricamente le centrali a gas in Svizzera. Nel caso in cui il parlamento dovesse autorizzarle, pone come condizione che tutte le emissioni di CO2 causate da queste centrali siano compensate sul territorio elvetico. In una seconda risoluzione, I Verdi chiedono il divieto di importare in Svizzera corrente elettrica prodotta all'estero apartire dal carbone o dal gas e la proibizione di investire in queste centrali. La bocciatura delle energie fossili va a braccetto con una terza risoluzione in favore delle energie rinnovabili. I Verdi chiedono al Consiglio federale di adottare norme di efficienza energetica più severe. Le misure proposte permettono un risparmio pari all'1%, quando un obiettivo del 10% sarebbe realizzabile, è stato affermato. Gli ecologisti chiedono inoltre di abolire i limiti posti all'acquisto di corrente "verde" per permettere lo sviluppo di nuovi progetti; una decisione che avrebbe effetti positivi pure sulla congiuntura. Infine, il partito domanda di innalzare a un miliardo di franchi i contributi federali e cantonali per la ristrutturazione degli edifici, così da poter abbassare in modo significativo il consumo energetico. ATS

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