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Svizzera
Assemblea delegati PS: contro managed-care e jet militari
Redazione
15 anni fa

"Sì" al referendum contro il progetto di legge delle reti di cura integrate (managed-care) e "no" alle spese miliardarie per l'acquisto di jet militari. Queste le decisioni principali prese oggi dai delegati del PS riuniti in assemblea a Lucerna. Il partito minaccia inoltre di passare all'opposizione qualora alle elezioni del governo del 14 dicembre al posto della consigliera federale dimissionaria Micheline Calmy-Rey non venisse eletto un candidato socialista. I delegati hanno inoltre preso posizione sui cinque temi in votazione federale l'11 marzo. Sulle reti di cura integrate, nonostante le opinioni all'interno del partito fossero divise, la maggioranza dei delegati - 124 voti a favore contro 54 e 5 astensioni - ha seguito l'avviso di Silvia Schenker e del comitato direttivo. La consigliera nazionale di Basilea Città ha denunciato "l'opera di lobbying degli assicuratori per trarre solo i vantaggi del 'managed-care'". Il partito, denunciando un sistema di medicina a due velocità, considera che se il testo adottato dal Parlamento entrasse in vigore, solo i pazienti agiati potrebbero ancora scegliere il loro medico. Altro tema d'attualità sul quale si sono espressi i circa 200 delegati è stato l'acquisto degli aerei da combattimento: il partito vuole che il popolo possa decidere sulla spesa miliardaria legata ai jet militari. Il PS intende quindi lanciare un referendum contro le restrizioni di budget dovute all'acquisto di nuovi aerei da combattimento e, se necessario, un'iniziativa per una moratoria su queste acquisizioni fino al 2025. Quanto alle imminenti elezioni del governo, il presidente Christian Levrat ha raccomandato di restare "vigili" nonostante il successo del 23 ottobre. Tuttavia ha ammesso di non temere minacce UDC al seggio romando del PS, qualora i democentristi non riuscissero a soppiantare Eveline Widmer-Schlumpf. Grazie ai sette seggi in più in Parlamento, "avremo un peso maggiore sulle elezioni al Consiglio federale", ha assicurato Levrat. Il partito può "avviarsi serenamente verso il 14 dicembre", fiducioso che a essere eletto ministro, al posto della dimissionaria socialista Micheline Calmy-Rey, sarà Alain Berset o Pierre-Yves Maillard. Nel caso contrario, il PS non vuole fornire "un solo ministro alibi in una maggioranza di destra", ha avvertito. Un congresso del partito deciderà l'11 febbraio a Berna un eventuale ritiro socialista dal governo. I delegati hanno poi preso posizione sui cinque oggetti in votazione l'11 marzo, dicendo un "no" unanime all'iniziativa borghese sul risparmio per l'alloggio. Si sono invece espressi a favore degli altri quattro oggetti, sostenendo l'iniziativa "sei settimane di vacanza per tutti" e quella sulle abitazioni secondarie come pure il decreto federale sui giochi di denaro e la legge sul prezzo fisso dei libri. ATS

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