
Tre "no" il primo giugno da parte del PPD. Sono le indicazioni emerse oggi dall'assemblea dei delegati riunitasi a Belp, presso Berna. È stato riconfermato con una "standing ovation" il presidente Christophe Darbellay, che ha rimproverato all'omologo del PLR, Fulvio Pelli, di essersi "inginocchiato" di fronte all'UDC. L'assemblea ha bocciato con 165 voti contro 63 l'articolo costituzionale sull'assicurazione malattie, controprogetto a una iniziativa dell'Unione democratica di centro nel frattempo ritirata. "No" più ampio ancora all'iniziativa dell'UDC "per naturalizzazioni democratiche" (272-13), mentre sull'"iniziativa museruola" contro la "propaganda" governativa si era già espresso ieri sera il Comitato in modo unanime. Riguardo all'articolo costituzionale ha pesato in favore del "no" l'opposizione dei consiglieri di stato PPD direttori della sanità. A nome dei colleghi, il "ministro" di Basilea Città Carlo Conti ha insistito sugli sforzi fatti dai cantoni in fatto di qualità, gestione e trasparenza. Il nuovo articolo - ha detto - non porterà nulla di più, ma nel caso di un "sì" "i soldi delle vostre imposte saranno versati direttamente alle casse malattia senza alcun controllo". "No a un'americanizzazione della medicina", ha rincarato il giurassiano Philippe Receveur. Invano il consigliere agli Stati Philipp Stähelin (TG) ha sostenuto che il nuovo articolo proposto dal parlamento "si avvicina alla perfezione" e ha rammenato che "i rappresentanti del nostro partito hanno ampiamente contribuito a modellare questo testo". Nel suo discorso, il presidente Darbellay ha bacchettato il collega liberale-radicale Pelli: "Il tuo PLR si è inginocchiato di fronte alla minaccia dell'opposizione" quando l'UDC ha imposto Christoph Blocher come suo candidato in Consiglio federale nel 2003. "Noi ne abbiamo tratto gli insegnamenti: coloro che cedono una volta al ricatto, resteranno deboli. Coloro che riescono a imporre il loro 'diktat' ci proveranno di nuovo". Da parte sua il presidente dei Verdi liberali - che formano gruppo con il PPD alle camere federali - Martin Bäumle, invitato all'assemblea, ha ribadito di non volere la fusione con il PLR caldeggiata di recente da Pelli. "I Verdi liberali sono un partito indipendente, il PLR e i Verdi lo devono capire", ha detto Bäumle calorosamente applaudito. ATS
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