
Coloro i quali vogliono che la Svizzera progredisca economicamente devono consolidare la via bilaterale con l'Europa. Lo ha sostenuto il presidente del PPD Christophe Darbellay che oggi a Belp (BE), in apertura dell'assemblea dei delegati del partito popolare democratico, ha fatto appello a una larga "coalizione della ragione". Crescita economica, creazione di impieghi, riduzione della disoccupazione: questa la situazione, tracciata dal vallesano, dopo l'entrata in vigore degli accordi bilaterali. Lo spettro di una perdita di sovranità e di una disoccupazione di massa agitato dagli oppositori non è che "propaganda menzognera", ha detto. Invocando a una larga coalizione di "tutti coloro che si impegnano per l'impiego e la prosperità", il presidente del PPD ha detto che il suo partito è pronto a condurre una campagna robusta in favore dell'estensione della libera circolazione. Per spuntarla occorre "prendere sul serio" le paure della popolazione di fronte a una congiuntura che si rabbuia. Si tratta anche di salvaguardare la pace del lavoro, compromessa soprattutto dai sindacati, secondo Darbellay. I loro "funzionari", organizzano picchetti di sciopero non appena il dialogo si fa teso, ha deplorato. Darbellay ha invitato i sindacati a unirsi a questa alleanza esprimendo un sì senza condizione. Anche l'UDC è la benvenuta se riesce a "essere un vero partito dell'economia" al di sopra dei "programmi xenofobi", ha dichiarato Darbellay. "Il centro ci appartiene", ha aggiunto vallesano. Il PPD è un partito "che si allontana dagli estremi della destra come della sinistra", favorevole all'economia e alla classe media, difensore della famiglia e "dei valori che fanno la Svizzera", ha sottolineato Darbellay. Di fronte a un clima politico distruttivo, il PPD è "il partito del rispetto", ha affermato. ATS
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