
Fuoco a tutto campo oggi a Berna, alla 23esima assemblea annuale dell'ASNI, l'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente. Fuoco contro il governo, il parlamento, l'amministrazione da parte di Christoph Blocher, fuoco contro "l'ipocrita doppia morale dei partiti di sinistra PPD, PS e Verdi da parte del presidente Pirmin Schwander, fuoco "contro la svendita della Svizzera" da parte del suo collega consigliere nazionale Hans Fehr. Oltre 1000 persone si sono stipate nella sala dell'albergo National per ascoltare Christoph Blocher e i leader dell'associazione. Il "destituito consigliere federale" ha denunciato "la progressiva disistima dell'indipendenza e della neutralità svizzera da parte del Consiglio federale, del parlamento e dell'amministrazione". Blocher ha denunciato lo "sventato internazionalismo a danno del nostro Paese": "È impossibile fingere di non vedere la pressione esercitata dalle potenze straniere sul nostro ordinamento statale - in particolare contro il nostro segreto bancario e la nostra sovranità fiscale - senza che i responsabili nella Berna federale siano praticamente in grado di affrontare questa pressione". L'ex ministro ha definito "una porcheria" la decisione della commissione esteri del Consiglio degli Stati, che il 1. aprile scorso, con 10 voti favorevoli e due astensioni, ha proposto di riunire in un solo "pacchetto" la questione della riconferma dell'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone e quella della sua estensione a Romania e Bulgaria. Conseguenza di questa decisione: in caso di referendum il popolo dovrebbe pronunciarsi in una sola volta sia sulla riconferma sia sull'estensione dell'accordo bilaterale. In caso di "no" popolare, tutto andrebbe a pezzi, compreso il primo "pacchetto" di accordi stipulato con l'Unione europea (UE), vincolato alla continuazione della libera circolazione dopo il maggio 2009 dalla cosiddetta "clausola ghigliottina". ATS
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