
Il progetto del Consiglio federale per adattare la legge sugli assegni famigliari, in consultazione fino ad oggi, è sostanzialmente ben accolto da quasi tutti. Solo l'Unione svizzera della arti e mestieri (USAM) e l'Unione democratica di centro (UDC) vi si oppongono. Sono tre i punti di revisione previsti dall'esecutivo: gli assegni di formazione saranno corrisposti dall'inizio della formazione postobbligatoria a 15 anni e non dai 16 anni in poi; gli assegni familiari saranno concessi anche alle madri sole disoccupate; e infine si dovrà creare una base legale per la concessione di aiuti finanziari a organizzazioni familiari. Praticamente tutti fanno notare che i bambini vengono scolarizzati prima e non è raro che da adolescenti comincino una formazione postobbligatoria già prima dei 16 anni. E in tal caso sussiste una disparità di trattamento. Per il PS gli aiuti alla formazione dovrebbero essere concessi già dai 14 anni. Il canton Berna ritiene invece che l'età minima non sia determinante bensì l'inizio della formazione. L'Unione sindacale svizzera propone di aumentare gli aiuti da 250 a 300 franchi. Le riserve vengono da USAM e UDC, per le quali il progetto governativo costituisce un'estensione infondata delle prestazioni, provoca un costo supplementare di 16 milioni e un sovraccarico amministrativo. Praticamente nessuno contesta la concessione degli assegni familiari anche alle madri sole disoccupate, il cui costo è valutato a circa 100'000 franchi. Comunque, anche in questo caso, l'UDC non vede la necessità di intervenire: a suo parere i provvedimenti esistenti nell'ambito delle assicurazioni sociali offrono sufficiente protezione. Sempre i democentristi si oppongono anche a concedere aiuti finanziari a organizzazioni familiari.
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