
Anche le madri sole e disoccupate che beneficiano di un'indennità di maternità devono avere diritto agli assegni familiari. È quanto prevede la revisione della pertinente legge adottata all'unanimità dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S).
Il Nazionale aveva già accolto la revisione nel marzo scorso, durante la sessione primaverile delle Camere federali. In una nota odierna dei servizi parlamentari, la CSSS-S precisa inoltre di voler elaborare una base giuridica per la concessione di aiuti finanziari a organizzazioni familiari.
La riforma è pensata in particolare per i casi di mancato riconoscimento di paternità. In queste situazioni, le madri in disoccupazione non hanno diritto agli assegni famigliari. Con la modifica della legge sugli assegni familiari (LAFam) verrebbe colmata una lacuna della normativa vigente.
La LAFam disciplina due tipi di assegni familiari: quelli per i figli e quelli di formazione. Ai primi ha diritto chi ha figli fino ai 16 anni, mentre ai secondi chi ha figli che hanno compiuto 16 anni e svolgono una formazione, fino al massimo ai 25 anni di età.
La revisione legislativa adottata dal Nazionale, e fatta propria dalla CSSS-S, prevede di concedere gli assegni di formazione già dal momento in cui un figlio che ha compiuto 15 anni (una anno prima quindi rispetto alla situazione attuale) segue una formazione post obbligatoria.
Durante le deliberazioni alla Camera del popolo, la maggioranza aveva respinto la proposta della sinistra di innalzare a 29 anni di età il limite superiore per ricevere gli assegni di formazione. No anche ad un abbassamento dell'età minima per percepire gli assegni di formazione a 14 anni.
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