
Sono stati individuati e arrestati i presunti autori dell'assalto all'armeria di Sion, avvenuto nella notte. La vasta caccia all'uomo si è conclusa con il fermo di cinque persone e due complici.
L'allarme era scattato poco prima di mezzanotte, quando i malviventi hanno forzato la porta principale dell'armeria nel capoluogo vallesano, fuggendo poi a bordo di un'auto con targhe francesi dopo essersi impossessati di un bottino non meglio precisato. La polizia cantonale ha comunicato poco dopo le 10:00 tramite X che il massiccio dispositivo di ricerca - concentratosi nella regione di Saint-Maurice - è stato revocato con successo. Le persone arrestate sono sottoposte agli interrogatori.
Giovanissimi in manette
I sette fermati sono cittadini francesi di età compresa tra i 16 e i 31 anni. Gran parte del bottino sottratto all'armeria è stato recuperato.
Droni e Super Puma
L'operazione su vasta scala aveva visto la collaborazione tra le polizie cantonali di Vallese e Vaud, oltre che vari corpi di polizia comunali locali e le forze aeree. Per dare la caccia agli autori sono stati dispiegati decine di agenti, droni e persino un elicottero Super Puma dell'esercito equipaggiato con sistemi di visione notturna e termocamere.
I precedenti in Romandia e San Gallo
Il colpo messo a segno questa notte a Sion non è che l'ultimo di una lunga serie di assalti ai danni di armerie sul suolo elvetico. Negli ultimi mesi i furti si sono moltiplicati in tutto il Paese. Episodi simili si sono verificati in particolare in Romandia, come ad esempio a Yverdon-les-Bains, Renens, Le Mont-sur-Lausanne, Evionnaz e appunto a Sion.
Solo due settimane fa un'armeria del capoluogo vallesano era stata presa di mira da cinque persone che, munite di esplosivi, hanno fatto saltare la porta d'ingresso dello stabile prima di venire arrestate poche ore dopo dalla polizia.
Ma anche nella Svizzera occidentale si sono verificati furti: nel canton San Gallo ad esempio lo scorso anno nel giro di sole 24 ore erano stati svaligiati un'armeria e un poligono di tiro.
Il furto con scacco a Camorino
Nella notte del 20 giugno, anche un'armeria di Camorino era stata derubata. Gli autori si erano dati alla fuga a bordo di un'auto e ne era nato un inseguimento, prima in direzione di Locarno, poi di nuovo in direzione nord. Il veicolo era infine stato fermato in territorio di Monte Carasso. A bordo c'erano quattro uomini che si erano dati alla fuga a piedi, per poi essere fermati. La refurtiva è stata recuperata. In manette sono finiti un 19.enne cittadino algerino, un 17.enne, un 22.enne e un 25.enne cittadini francesi, tutti residenti in Francia. La task force investigativa congiunta dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) e delle polizie cantonali sta esaminando collegamenti con casi simili e conduce indagini nei confronti di eventuali altre persone coinvolte.

