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Svizzera
Asilo: commissione migrazione vuole reintrodurre contingenti
Redazione
17 anni fa

La Svizzera deve di nuovo accogliere contingenti di rifugiati così come ha fatto per 45 anni, secondo la Commissione federale della migrazione (CFM). Di fronte all'afflusso di profughi provenienti dai Balcani, Berna aveva sospeso questa pratica negli anni '90. "La Confederazione deve mostrarsi solidale con gli Stati maggiormente toccati dall'afflusso di rifugiati", ha detto oggi il presidente della CFM, Francis Matthey. In una conferenza stampa a Berna, il socialista neocastellano ha ricordato in proposito la tradizione umanitaria della Svizzera. Lo scorso autunno, la commissione aveva consegnato un rapporto sulla "politica dei contingenti", raccomandando al Consiglio federale di accogliere da 200 a 300 rifugiati all'anno. Queste persone non dovrebbero più affrontare singolarmente una procedura di asilo, ma riceverebbero lo status di rifugiato direttamente dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). I costi di una simile "operazione umanitaria", secondo la CFM, ammonterebbero a 20-30 milioni di franchi all'anno. Secondo Matthey, le basi legali per accogliere questi profughi esistono già. Tra il 1950 e il 1995, la Svizzera ha regolarmente accolto contingenti di rifugiati, ad esempio ungheresi e tibetani. Con l'esplosione delle richieste d'asilo durante la guerra dei Balcani, il governo ha però sospeso questa pratica. Da allora una reintroduzione dei contingenti è sempre stata affossata. Al momento un gruppo di lavoro all'Ufficio federale della migrazione si sta occupando delle proposte della commissione e - secondo Matthey - i risultati sono attesi entro giugno. La politica dei contingenti - ha sottolineato - permetterebbe di aiutare le persone che ne hanno più bisogno, vale a dire i rifugiati che non possono tornare nel loro paese e vivono spesso in modo precario in un paese di prima accoglienza. ATS

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