
Il problema dei contributi finanziari nel settore dell'asilo da parte della Confederazione era già stato sollevato un anno fa dall’allora presidente del PLR nazionale Philipp Müller (vedi articolo suggerito). Secondo il consigliere agli stati argoviese, ricordiamo, le spese generate dai rifugiati accolti o ammessi a titolo provvisorio dovrebbero essere coperte dalla Confederazione per i primi dieci anni di permanenza in Svizzera, contro cinque attualmente. E una mozione in tal senso è stata approvata alla Camera bassa nel settembre del 2016.Secondo Müller, la copertura dei costi deve essere assunta da chi li genera, esattamente come avviene in ambito ambientale con il principio del "chi inquina paga". Ed è proprio la Confederazione, aveva fatto notare, che riconosce lo status di rifugiato e accorda le ammissioni provvisorie.
Nei corridoi di Palazzo federale il tema è tornato d’attualità, con i Cantoni che chiedono a gran voce un maggiore aiuto economico da Berna. A preventivo 2017, fa notare la Neue Zürcher Zeitung, sotto la voce “migrazione” compare una spesa di 1,9 miliardi di franchi (a fronte degli 885 milioni a consuntivo nel 2010), la maggior parte dei quali si traduce in contributi finanziari ai Cantoni.
Ma a interessare i Cantoni non sono tanto i cinque o i dieci anni proposti da Müller bensì un immediato sostegno economico. “Siamo aperti a una discussione – ha spiegato alla NZZ la segretaria generale della Conferenza dei governi cantonali Sandra Maissen – Per i Cantoni è però prioritario un immediato sostegno finanziario da parte di Berna”. Le richieste ufficiali sono state presentate lo scorso mese di marzo. E tra le richieste vi è quella di triplicare l’attuale contributo di 6'000 franchi a copertura delle spese legate all’integrazione dei richiedenti d’asilo o dei rifugiati, in particolare in ambito professionale.
Una più rapida integrazione nel mondo del lavoro potrebbe contribuire ad abbattere i costi. Anche perché, evidenzia il quotidiano zurighese, i dati relativi all’integrazione dei rifugiati nei diversi cantoni “non sono incoraggianti”. Soprattutto nella Svizzera occidentale: in Ticino, ad esempio, solo il 13% dei rifugiati riesce a integrarsi professionalmentementre nel Canton Ginevra la percentuale scende al 9%. Nel Canton Grigioni la percentuale si attesta al 41,3%, nel Canton Zugo al 37,4%.
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