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Svizzera
Asilo: Amnesty e OSAR vogliono procedura equa
Redazione
14 anni fa

Amnesty International (AI) e l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) esigono un cambiamento di rotta nella politica d'asilo. Le due organizzazioni non governative hanno presentato oggi a Berna una serie di proposte per una procedura "equa, credibile ed efficace". Secondo AI e OSAR, la procedura d'asilo non dev'essere uno strumento di politica migratoria ma di protezione dei profughi. Bisogna uscire dal "circolo vizioso delle revisioni di legge e dei referendum" lanciati contro di esse, le norme continuamente più severe adottate negli ultimi anni "non hanno avuto un effetto dissuasivo, ma unicamente conseguenze negative per i rifugiati e la loro integrazione in Svizzera", rileva Manon Schick, direttrice generale della sezione elvetica di Amnesty citata in una nota congiunta. Le due Ong chiedono procedure brevi e un'assistenza giuridica professionale per i candidati all'asilo. Le autorità - sostengono - non possono accontentarsi di dare la priorità ai casi destinati a chiudersi con un rifiuto: bisogna trattare rapidamente anche quelli con buone prospettive, al fine di aumentare le chance di integrazione delle persone in questione. Secondo Susanne Bolz, dell'OSAR, "la protezione giuridica non deve più essere considerata un male necessario, ma un elemento obbligatorio di un procedura equa e conforme allo stato di diritto". Denise Graf, specialista dell'asilo di AI, chiede condizioni di alloggio degne, che considerino i bisogni specifici delle famiglie, delle persone traumatizzate e dei malati. I richiedenti non accettati devono inoltre beneficiare di consigli e di un aiuto al ritorno in patria. ATS

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