
Un altro cittadino svizzero è finito tra le maglie delle forze dell’ordine bielorusse. Il suo nome è Natalie H. ed è una sangallese, con doppia nazionalità svizzera e bielorussa, che sabato 19 settembre è stata arrestata nel corso di una manifestazione contro Lukashenko. Stando a quanto riporta 20 Minuten, sembra che altre 314 donne siano state arrestate con lei. L’ambasciata svizzera a Minsk è in contatto con le autorità locali e la famiglia in loco e il DFAE ha espresso “preoccupazione” per la vicenda.
Il video dell’arresto
L’ultimo contatto con la ragazza sembra sia avvenuto proprio nel corso dell’aresto: un amica di Natalie, secondo quanto riporta il Tagblatt, alle 16:23 di sabato scorso ha infatti ricevuto un suo messaggio con la scritta “Sono in arresto!” Allegato al messaggio un video girato sull’autobus dei prigionieri, nel quale secondo il giornale si sentono le urla delle altre donne in custodia. A quanto sembra Natalie H. sarebbe stata condannata a 15 giorni di prigione. Una sentenza breve, ma bisogna ricordare i numerosi abusi occorsi nelle carceri di cui è stato ripetutamente accusato il regime.
Le proteste
Le proteste in Bielorussia, lo ricordiamo, sono iniziate dopo le elezioni presidenziali del 9 agosto, nelle quali le urne hanno confermato il premier Lukashenko, al potere da quasi vent’anni, con una percentuale bulgara dell’80,1%. L’opposizione ha subito accusato il premier di brogli, dando il via a oltre un mese di intense manifestazioni, con tanto di scontri con la polizia e una dura repressione da parte del regime. Il 23 settembre era giunta infine la notizia che Lukashenko si sarebbe insediato infine in segreto, dopo aver blindato la città, e facendo giuramento davanti a testimoni. Un giuramento definito “una farsa” dalla leader dell’opposizione, Svetlana Tichanowskaya.
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