
Si moltiplicano gli appelli di solidarietà nei confronti di Steyci Escalona Scheuber, una 31enne domiciliata a Zurigo finita in manette lo scorso 11 gennaio nel suo Paese natale, il Venezuela, dove era tornata per le vacanze invernali.
L'ultimo in ordine di tempo è quello del quotidiano romando Le Temps, che dopo le manifestazioni tenutesi ieri in alcune città svizzere ha raccontato nel dettaglio l'intricata situazione in cui si trova la giovane donna.
Il giorno del suo arresto Steyci si era recata nella vicina Colombia a fare la spesa, come fanno tutti gli abitanti della zona, visto che in Venezuela l'inflazione ha raggiunto il 475 per cento e molti beni di prima necessità risultano introvabili.
Solo che in Colombia ci era andata in compagnia di un deputato del partito di opposizione Voluntad Popular, Gilbert Caro. E al ritorno in Venezuela i due sono stati fermati dalla temuta polizia politica del regime chavista, che li ha immediatamente trasferiti in carcere, con le pesanti accuse di "terrorismo", "detenzione di armi e di esplosivi" e "organizzazione di golpe".
Ai due detenuti è stato impedito di comunicare con l'esterno e Steyci è riuscita solamente a registrare al telefono un audio singhiozzante nel quale afferma di voler resistere.
A mobilitarsi per lei sono quindi ora gli amici e i sostenitori dei diritti umani, causa che sta molto a cuore alla 31enne. Dalla Svizzera, dove lavora come educatrice, Steyci si era infatti più volte impegnata a favore del rispetto dei diritti umani nel suo Paese natale, dove le tensioni tra il regime autoritario di Maduro e l'opposizione sono all'ordine del giorno. In particolare di recente si era recata personalmente al Parlamento europeo per consegnare una petizione corredata da 5'000 firme.
Sarebbe proprio questo attivismo la causa dell'arresto della 31enne, che secondo le autorità venezuelane era andata in Colombia non per rifornirsi di cibo, bensì di armi.
Gli amici e i familiari della donna respingono fermamente questa tesi, sottolineando che né lei né il deputato Caro hanno il profilo dei guerriglieri.
Ieri in Svizzera, a Ginevra, Basilea e Lucerna, si sono intanto tenute delle manifestazioni per denunciare l'arresto di Steyci e per chiedere alla Confederazione "di intervenire immediatamente". Si attendono sviluppi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

