
Torna d’attualità la direttiva europea sulle armi, approvata lo scorso 14 marzo, che dovrà essere recepita anche dalla Svizzera in quanto membro dello Spazio Schengen (vedi articoli suggeriti). La direttiva in questione, ricordiamo, aveva già suscitato diverse reazioni indignate entro i confini nazionali, in particolare dai tiratori svizzeri, poco rassicurati dalle parole della Consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga, che aveva parlato di un "margine di manovra” nelle trattative con l’UE.
“I soldati svizzeri potranno continuare a portare a casa la propria arma - aveva rammentato - La direttiva non verrà recepita automaticamente: il Consiglio federale dovrà esporre alle Camere in quale modo le nuove direttive dovrebbero essere attuate nella legislazione elvetica”.
Una proposta da parte del Consiglio federale dovrebbe arrivare nei prossimi mesi e durante lo scorso fine settimana la stampa d’Oltralpe ha riportato le dichiarazioni del consigliere agli Stati liberale Philipp Müller (il fautore del compromesso light sul 9 febbraio) e del capo dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) Nicoletta Della Valle. Due interviste separate ma dai contenuti simili.
Dalle colonne del Blick di sabato Müller auspicava la possibilità per gli ex militari di poter mantenere il caricatore da 20 colpi al posto di quello da 10 previsto dalla direttiva. Della Valle, dal canto suo, il giorno seguente ha confermato alla Neue Zürcher Zeitung che chi è in possesso di un fucile d’assalto dell’Esercito potrà mantenere il caricatore da 20 colpi.
Ma i parallelismi non sono finiti qui: alle critiche di Müller al registro nazionale delle armi e ai test medici e psicologici, Della Valle ha indirettamente replicato confermando che non saranno previsti né registri né test medici.
Se queste rassicurazioni avranno davvero l’effetto di calmare gli animi dei tiratori ancora non è dato a sapere. Stando a quanto riferito dalla Basler Zeitung il presidente ad interim della Società per un diritto liberale sulle armi “Pro Tell” ha già annunciato che non accetterà il benché minimo inasprimento della legge attuale.
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