
Dopo il ritrovamento da parte della Polizia spagnola di 737 fucili d’assalto di fabbricazione svizzera, provenienti dal Ghana e diretti negli USA via Spagna (vedi correlato), la Confederazione ha deciso di reagire bloccando temporaneamente le esportazioni verso il Paese africano.
Come riferito dal TagesAnzeiger, le indagini congiunte delle autorità spagnole e svizzere ha evidenziato come le armi – oltre ai fucili d’assalto erano stati rinvenuti anche dei lanciagranate antisommossa – erano state inizialmente vendute all’esercito ghanese.
Come misura preventiva è stato quindi deciso di bloccare le esportazioni di materiale bellico verso il Ghana. La conferma arriva direttamente da un portavoce delle Segreteria di Stato per l’economia (SECO).
Negli ultimi 17 anni la Svizzera ha esportato materiale bellico destinato alla forze di Polizia, all’esercito e alla Marina ghanesi per un totale di 9 milioni di franchi.
Stando a quanto riferito dalla SECO all'ATS, l'autorizzazione di vendita dei fucili d’assalto e dei lanciagranate (dal valore complessivo di 1,5 milioni di franchi) era stata rilasciata nell'agosto del 2010. Le armi erano state completati nel 2011 e consegnate al Ghana nell'ottobre del 2014 da un grossista ungherese insieme a un altro lotto di armi (non prodotte in Svizzera). Destinatario, il National Security Council. Le autorità di Accra si erano inoltre impegnate per iscritto a utilizzare le armi esclusivamente per scopi militari e a non rivenderle a terzi senza l’autorizzazione della Confederazione.
Le armi sono riapparse lo scorso 4 agosto in Andalusia, all’insaputa delle autorità elvetiche.
Nel gennaio del 2015 i funzionari della SECO si sono recati in Ghana e avevano potuto constatare come le armi fossero ancora nelle mani dell’esercito. Simili controlli sono prassi comune sin dal 2012: quando un Paese acquista armi elvetiche deve impegnarsi a non riesportarli senza il consenso di Berna. Se c'è un rischio che ciò accada, la Svizzera può anche verificare sul posto il rispetto degli accordi.
Queste misure rigorose erano state introdotte nell'estate del 2012 quando granate svizzere prodotte dalla RUAG e vendute agli Emirati Arabi Uniti erano finite nelle mani dei ribelli siriani dopo essere transitate dalla Giordania.
Come misura preventiva, la Svizzera non rilascerà nuove autorizzazioni di esportazioni di armi verso il Ghana, precisa la SECO.
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