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Armi alla Russia, la Ruag denuncia
Armi alla Russia, la Ruag denuncia
Armi alla Russia, la Ruag denuncia
Redazione
8 anni fa
L'azienda di armamenti intenterà una causa civile contro il dirigente che ha autorizzato la vendita

L'azienda di armamenti Ruag controllata dalla Confederazione intende dare l'esempio nella vicenda delle armi fornite alla Russia e per questo intenterà una causa civile contro il proprio dirigente che ha autorizzato la vendita di materiale bellico. Lo ha dichiarato il presidente della direzione, Urs Breitmeier, ai domenicali Zentralschweiz am Sonntag et Ostschweiz am Sonntag.

Lo scorso 22 marzo, ricordiamo, l'azienda aveva pubblicamente smentito di aver vendito fucili per tiratori scelti ed equipaggiamenti tecnici per elicotteri. 

Il giorno prima, infatti, si era appreso della perquisizione ordinata dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) presso l'azienda parastatale e dell'inchiesta aperta per violazione della legge sul materiale bellico.

"Siamo delusi che un quadro dirigente della Ruag, violando il codice di condotta interno, abbia partecipato a un affare con terzi civili che noi non avremmo mai autorizzato", aveva affermato Breitmeier ai media a Zurigo a margine della conferenza di bilancio del gruppo attivo nella tecnologia aerospaziale e negli armamenti.

All'origine della denuncia della Ruag vi era stata una segnalazione di un whistleblower, secondo il quale il quadro dirigente aveva effettuato affari non autorizzati per milioni di franchi sia con il commercio di prodotti dell'azienda parastatale sia con prodotti di ditte concorrenti. Stando all'"Handelszeitung", un quadro dirigente della divisione munizioni Ammotec della Ruag nonché il responsabile della Russia presso Julius Bär avrebbero fatto affari per milioni di franchi con il commercio di armi. Il traffico concernerebbe equipaggiamenti tecnici e armi per il servizio di sicurezza del presidente russo. Sarebbero state pagate bustarelle.

Breitmeier aveva inoltre sottolineato che la Ruag ha fornito munizioni alla Russia per il servizio di protezione del suo presidente con l'autorizzazione della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) prima delle sanzioni contro Mosca. La Ruag non ha però consegnato né fucili per tiratori scelti e neppure equipaggiamenti tecnici (secondo il "Blick" si tratterebbe di telecamere di sorveglianza) per elicotteri.

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