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Berna
Approvvigionamento elettrico, il settore è contro l'inasprimento dei requisiti finanziari
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
2 anni fa
Il Consiglio federale propone di inasprire i requisiti di liquidità e capitale per otto società elettriche di rilevanza sistemica, tra cui l'AET, per evitare interventi futuri in caso di difficoltà finanziarie. L'Associazione aziende elettriche svizzere e alcuni partiti politici criticano il progetto, mentre l'UDC boccia la proposta e i Verdi puntano sulla sicurezza dell'approvvigionamento.

Il Consiglio federale vuole inasprire i requisiti in materia di liquidità e di capitale proprio per otto società elettriche di rilevanza sistemica, tra cui l'Azienda Elettrica Ticinese (AET), con l'obiettivo di non dover più intervenire in futuro in caso di difficoltà finanziarie. Il settore non è entusiasta. La Legge federale sugli aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese di rilevanza sistemica del settore dell'energia elettrica (LAiSE), adottata d'urgenza nel 2022 e di durata limitata, sarà sostituita dopo il 2026 da altre disposizioni.

Limitare i rischi

Come prima nuova legge, a fine 2023 è stata presentata alle Camere la Legge federale sulla vigilanza e la trasparenza nei mercati dell'energia all'ingrosso (LVTE). Con il secondo progetto, la revisione parziale della Legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEI), si vuole limitare i rischi economici derivanti dalle grandi imprese del settore. Le imprese e i loro proprietari (soprattutto i Cantoni e i Comuni) devono provvedere affinché dispongano sempre di liquidità sufficiente per la loro stabilità finanziaria, in modo da poter adempiere ai loro obblighi di pagamento anche in situazioni di stress ed evitare il sovraindebitamento. La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) verifica i modelli di liquidità e l'adeguatezza della disponibilità di mezzi propri.

Il progetto in consultazione a Berna

Stando al progetto posto in consultazione dal Consiglio federale fino a metà giugno, oltre all'AET sono considerate imprese che svolgono funzioni di rilevanza sistemica (mantenere in esercizio impianti elettrici di grandi dimensioni, gestire i gruppi di bilancio, compresa la responsabilità di questi ultimi e la garanzia delle prestazioni di servizio relative al sistema) Axpo, Alpiq, BKW, Primeo Energie, Groupe E, Elektrizitätswerk der Stadt Zürich (ewz) e Industrielle Werke Basel (IWB). L'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) respinge il progetto governativo, sostenendo che va troppo in là e che intacca profondamente la libertà economica delle società interessate. Nessun paese limitrofo ha disposizioni del genere. Il testo, viene affermato, deve limitarsi ai requisiti in materia di liquidità e garantire l'esercizio delle centrali di importanza sistemica.

Economiesuisse favorevole

La federazione delle imprese svizzere Economiesuisse accoglie favorevolmente una maggiore resilienza del settore, tuttavia anche a suo avviso bisogna evitare interventi sproporzionati nella libertà economica. La verifica del capitale proprio e dei requisiti minimi in materia non sono né sensati né opportuni. Pure le sanzioni proposte sollevano dubbi. Economiesuisse respinge inoltre i compiti di vigilanza affidati all'ElCom. 

L'UDC boccia il progetto, PLR lo reputa insufficiente

L'Unione democratica di centro (UDC) "per il momento" boccia il progetto: per quanto "ben strutturato", esso non permette di trarre deduzioni sulle conseguenze sui prezzi dell'elettricità. L'ElCom e i sistemi informatici verrebbero potenziati scaturendo nuovi costi ricorrenti; per coprirli verrebbe introdotta una nuova "tassa di vigilanza". Come per la LAiSE, i democentristi respingono gli aiuti sussidiari miliardari per il salvataggio di società. Il Partito liberale radicale (PLR) considera il progetto insufficiente: il governo deve rielaborarlo e rimetterlo in consultazione assieme ai piani d'emergenza. Le proposte suscitano l'impressione di essere pronte a qualsiasi evenienza. Invece di tenere in vita le aziende elettriche, analogamente alle banche, con requisiti di capitale, secondo il PLR le imprese dovrebbero garantire l'approvvigionamento in caso di impasse finanziarie allestendo scenari d'emergenza.

Cosa vogliono i Verdi

Per i Verdi l'attenzione non va posta primariamente sul salvataggio delle società ma sulla sicurezza dell'approvvigionamento. Pertanto sostengono una maggiore vigilanza e un'accresciuta trasparenza nel commercio all'ingrosso di energia nonché requisiti in materia di gestione dei rischi economici e liquidità. In un prossimo passo, già annunciato, il Consiglio federale presenterà misure volte a garantire un esercizio ininterrotto degli impianti di rilevanza sistemica anche in caso di fallimento o di procedura concordataria. In questo contesto gli ecologisti auspicano che le attività commerciali per proprio conto vengano vietate o perlomeno rigorosamente separate dalla produzione.