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Svizzera
Approvata l’iniziativa anti-burqa
Nell’immagine delle donne che indossano il niqab. Foto CdT
Nell’immagine delle donne che indossano il niqab. Foto CdT
Redazione
5 anni fa
I risultati finali delle votazioni federali. Bocciata l’identità elettronica, approvato il libero scambio con l’Indonesia, il divieto di dissimulazione del volto ha vinto con il 51,2%

Si è concluso lo spoglio in tutta la Svizzera per gli oggetti in votazione popolare.

Divieto di burqa
L’iniziativa anti burqa è stata accolta: la proposta di introdurre nella Costituzione il divieto di dissimulare il volto ha raccolto il 51,2% dei consensi e l’adesione di 20 dei 26 cantoni. Il Ticino, che nel 2013 aveva fatto da apripista accogliendo un’analoga normativa cantonale, ha approvato l’oggetto con il 60,5%. Sul fronte dei contrari si sono per contro schierati i Grigioni (49,6% di sì). La Svizzera non si muove peraltro da cavaliere solitario: anche altri cinque paesi europei - Francia, Belgio, Austria, Bulgaria e Danimarca - hanno vietato l’uso di burqa e niqab, considerato un simbolo dell’islam politico e della sua volontà di proselitismo, nonché l’espressione di un’inaccettabile sottomissione della donna. Per il governo e il parlamento il testo era invece eccessivo. L’iniziativa era stata lanciata dal Comitato di Egerkingen, che già era riuscito a far approvare un’iniziativa nel 2009, quella sui minareti, che all’epoca raccolse il 57,5% dei consensi.

Accordo con l’Indonesia
I cittadini hanno accettato l’Accordo di partenariato economico con l’Indonesia con il 51,66% dei voti (1’408’057 schede). I “no” si sono fermati al 48,34% (1’317’706 schede). L’affluenza si è attestata al 50,45%. L’intesa è stata accolta bene sopratutto nella Svizzera centrale, con Nidvaldo che ha fatto registrare il 62,67% di “sì”, Zugo il 61,85%, Obvaldo il 59,12% e Svitto il 58,87. In Ticino l’accordo è stato accettato di misura con il 50,81%, mentre nei Grigioni i favorevoli hanno raggiunto il 53,81%. Il testo ha trovato diversi sostenitori anche a Zurigo (58,18%), Appenzello Interno (57,37%), Argovia (56,52%), San Gallo (55,99) e Lucerna (55,91%). A creare invece il più classico dei Röstigraben ci ha pensato la forte opposizione romanda, con il 65,84% di “no” a Vaud, il 64,71% nel Giura, il 60,48% e Neuchâtel, il 59,73% a Ginevra e il 53,72% a Friburgo. A dirsi contrario c’è stato però anche Basilea Città, dove il testo è stato respinto dal 51,19% dei cittadini. Questi sono anche gli unici sei cantoni che hanno espresso un voto contrario.

Identità elettronica
Gli svizzeri non vogliono che siano imprese private a fornire l’identità elettronica. La legge è stata nettamente bocciata con il 64,3% di no, una percentuale superiore alle previsioni dei sondaggi. La Partecipazione si è attestata appena sopra il 50%. In Ticino i contrari sono stati il 55,8%, la percentuale più bassa in assoluto, mentre nei Grigioni il 61,7%. Per i sostenitori della legge, con la bocciatura odierna la Svizzera ha perso “l’opportunità di fare un grande passo avanti nello sviluppo tecnologico”, per i contrari invece è rappresenta un “Sì” all’identificazione gestita dallo Stato. Ora comunque i due campi sono concordi nell’affermare che è necessario trovare al più presto una soluzione che susciti fiducia nei cittadini. La Confederazione dovrà rielaborare il progetto, approvato a larga maggioranza dal precedente parlamento nel settembre 2019. La legge era destinata a semplificare la vita dei cittadini con l’introduzione di un identificatore unico, certificato dallo Stato, in sostituzione nei numerosi nomi di utenti e parole chiave che vengono utilizzati in rete. Il referendum è stato lanciato da Società Digitale, dall’organizzazione svizzera Campax, dalla piattaforma We collect e dall’associazione Public Beta e sostenuto da Ps, Verdi liberali, Verdi, Unione sindacale svizzera (Uss), Travail.Suisse e diverse organizzazioni dei anziani.

I risultati in Ticino
Nel nostro Cantone ampia approvazione per l’iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” (norma per altro già in vigore in Ticino), che ha conquistato il 60.5% dei sì. Netta bocciatura, invece, per la Legge federale sui servizi d’identificazione elettronica, che ha ottenuto il il 55,8% di no. Per quanto riguarda l’Accordo di partenariato economico con l’Indonesia, invece, il risultato è stato tiratissimo, con il 50,8% dei ticinesi che ha votato sì. Con una sostanziale differenza solo per quanto riguarda l’iniziativa sul burqa che dovrebbe essere approvata, ma con un margine molto meno ampio.

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