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Svizzera
Approvata la mozione contro Booking.com
Approvata la mozione contro Booking.com
Approvata la mozione contro Booking.com
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio nazionale vuole abolire le clausole tra albergatori e piattaforme online

Gli alberghi devono essere liberi di offrire sui loro siti internet tariffe inferiori a quelle praticate dalle piattaforme online, come Booking.com. È l'opinione del Consiglio nazionale che, con 120 voti contro 52 e 10 astenuti, ha approvato una mozione del "senatore" Pirmin Bischof (PPD/SO). Le clausole di parità tariffaria ristretta sono previste nei contratti conclusi tra gli albergatori e le piattaforme di prenotazione online secondo cui i prezzi offerti sui siti web degli hotel non possono essere inferiori a quelli offerti da una piattaforma. Sconti possono essere effettuati solo per telefono o per email. Per il Parlamento queste clausole restringono eccessivamente la libertà imprenditoriale e vanno abolite. In questo modo si potrebbe inoltre sostenere il settore alberghiero attualmente in difficoltà e confrontato con il problema del franco forte e la concorrenza internazionale, ha affermato il relatore della commissione Guillaume Barazzone (PPD/GE). Del resto Francia, Germania, Austria e Italia hanno già vietato simili clausole in via legislativa o su decisione delle autorità competenti in materia di cartelli, ha ricordato Barazzone. Stando al ginevrino è inconcepibile che l'albergatore, il quale nei confronti della clientela fornisce una prestazione più importante rispetto a quella fornita dalla piattaforma, oltre a dover versare un'ingente commissione debba pure soffrire di limitazioni nella politica dei prezzi che intende praticare. Una minoranza crede invece che il processo di digitalizzazione, con le opportunità che ne scaturiscono, non vada arginato da atti legislativi: le piattaforme online offrono notevoli vantaggi quali la comparabilità, una visione d'insieme delle offerte e la traduzione dei contenuti, ha sostenuto il consigliere federale Johann Schneider-Ammann.

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