
L'attuale legge sugli appalti pubblici ha i "denti spuntati", è insomma inadeguata per sanzionare gli offerenti problematici che lavorano per l'amministrazione federale. Stando al Controllo federale delle finanze (CDF), le diverse entità amministrative della Confederazione si scontrano con dei limiti quando si tratta di prendere provvedimenti contro gli offerenti problematici e ciò accade "regolarmente". Attualmente, solo alcune persone sono escluse da future gare d'appalto pubbliche, ma nessuna società, spiega nel suo rapporto il CDF.
I provvedimenti possibili
Dal 2021 è possibile adottare provvedimenti contro gli offerenti che hanno commesso un'infrazione. Il loro elenco è diviso in due gruppi. Da una parte figurano gli offerenti che sono stati esclusi da una procedura di gara in corso o che sono interessati dalla revoca di una commessa già attribuita. Si tratta, ad esempio, di ditte la cui prestazione è stata giudicata insufficiente. Dall'altro lato, gli offerenti possono venir esclusi da futuri appalti pubblici per un periodo massimo di cinque anni. Tale passo è tuttavia possibile solo in caso di reati gravi, come una condanna penale. Gli offerenti esclusi sono iscritti in un elenco non pubblico tenuto dalla segreteria della Conferenza degli acquisti della Confederazione (CA), denominato elenco delle sanzioni della CA.
Inefficace l'elenco della CA
L'elenco della CA è utilizzato raramente come strumento sanzionatorio, precisa il CDF. Lo scambio d'informazioni sull'elenco è soggetto a restrizioni: è di fatto autorizzato soltanto in caso di corruzione o crimine. Per quanto riguarda tutte le altre fattispecie, l'esclusione da future commesse pubbliche si applica unicamente all'interno della stessa personalità giuridica, come l'Amministrazione federale centrale o l'unità resa autonoma. L'efficacia dell'elenco è pertanto limitata.
Manca uno scambio sistematico di informazioni
Il CDF deplora che l'attuale base giuridica non consenta uno scambio sistematico di informazioni tra le varie unità amministrative della Confederazione. Non sono nemmeno definite le responsabilità per la pianificazione e l'attuazione di questo compito complesso. Eppure la strategia federale in materia di appalti prevede che la gestione degli offerenti a livello federale sia sistematicamente integrata.
Un mercato ridotto
Il CDF rileva inoltre che, tendenzialmente, il committente è poco interessato a escludere un offerente che non ha eseguito in maniera corretta commesse pubbliche precedenti. I servizi interrogati nell'ambito della verifica eseguita dal CDF hanno dichiarato che le prestazioni insufficienti spesso non possono essere imputate a un'impresa nel suo insieme, bensì a singole persone. La Confederazione si batte inoltre per ricevere offerte in occasione di numerosi bandi. Bisogna assolutamente evitare che il mercato si riduca ulteriormente.
Cambiare approccio
In futuro sarà necessario quindi cambiare approccio, ossia passare dall'esclusione a una gestione dei fornitori che includa la loro costante valutazione, scrive il CDF. La valutazione degli offerenti è parte integrante della gestione dei fornitori. Quest'ultima è in fase di elaborazione in alcuni uffici federali, ma non esiste una procedura uniforme fra i diversi servizi d'acquisto

