
Le ossa di un 67enne di Eglisau (ZH) ucciso nel 2016 sono state ritrovate lo scorso marzo in Germania, a pochi chilometri dal confine elvetico. Ne dà notizia la polizia cantonale zurighese. Il proprietario di un’area boschiva nella zona di Hohentengen-Bergöschingen ha ritrovato nel marzo 2021 diverse ossa, alcune delle quali di origine umana, precisa la polizia in una nota odierna. In seguito ad analisi è emerso che alcuni resti appartengono al 67enne di Eglisau scomparso il 22 aprile 2016. Finora, nonostante ricerche su vasta scala, non era stato possibile trovare il corpo.
Già nel maggio del 2016, tuttavia, la polizia aveva arrestato un 34enne brasiliano: l’uomo, fermato a Rafz (ZH), aveva confessato l’uccisione del 67enne, già suo vicino di casa, ma senza mai rivelare il luogo dove aveva abbandonato il cadavere. Nell’ottobre dello stesso anno, il brasiliano è stato trovato morto nella sua cella nel carcere dell’aeroporto di Zurigo: il suo processo era in agenda due mesi dopo - il 12 dicembre - al Tribunale distrettuale di Bülach, con l’accusa di assassinio, incendio intenzionale e altri reati.
La vicenda
Secondo quanto è emerso dalle indagini e riportato sull’atto di accusa del 2016, nel tardo pomeriggio del 22 aprile l’imputato aveva litigato con il 67enne su un parcheggio di Rafz. Lo aveva picchiato e poi caricato sulla sua auto, trasportandolo fino a una stradina di campagna presso Hohentengen, località tedesca lungo il Reno a pochi chilometri di distanza. Lì lo aveva estratto dalla vettura e posato a terra, poi gli era passato sopra più volte con l’automobile, fino a che il 67enne era morto sul posto. Due giorni dopo, l’auto del pensionato era stata ritrovata, completamente bruciata, in un bosco di Lottstetten, appena oltre il confine presso Rafz. Ma il cadavere della vittima non è mai stato ritrovato: l’imputato - secondo la procuratrice incaricata del caso - non ha potuto o voluto ricordarsi dove l’aveva lasciato. Il 31 maggio, dopo settimane di intense indagini, il brasiliano era stato arrestato con la moglie, allora 33enne, che era però stata rilasciata un paio di giorni dopo. Alcuni giorni prima dell’arresto la polizia aveva diffuso un video, filmato con un telefonino da un passante, in cui si vedevano due uomini che litigavano e venivano alle mani su un parcheggio di Raft. Entrambi si erano poi allontanati a bordo della vettura del 67enne.
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