
Malgrado le varie assicurazioni sociali in Svizzera esiste un importante rischio di povertà fra gli anziani. Il tasso di pensionati ai quali non bastano le prestazioni di base dell'AVS e devono perciò ricorrere alla prestazioni complementari si situa da anni al 12%. Un terzo degli anziani può far conto unicamente sulle prestazioni AVS e le più grandi disparità fra reddito e sostanza si registrano proprio fra gli ultrasessantenni, sottolinea uno studio presentato oggi da Pro Senectute. Un pensionato su dieci, solo o in coppia, ha meno di 10'000 franchi di sostanza e il reddito di queste persone si è nettamente ridotto negli ultimi anni. In una simile situazione aumentano i casi di anziani che si indebitano. Nel suo studio l'organizzazione di servizi per le persone anziane ha confrontato i dati delle statistiche ufficiali con quelli dei suoi 130 centri di consulenza. Molti dei circa 34'000 uomini e donne che ogni anno si rivolgono a Pro Senectute vivono in condizioni finanziarie molto precarie. La metà delle persone che nel 2007 hanno chiesto consigli ha ricevuto da Pro Senectute un contributo finanziario. Lo studio vuol'essere un contrappunto all'opinione diffusa che in Svizzera tutti i pensionati vivono in condizioni agiate, ha sottolineato davanti alla stampa il direttore di Pro Senectute Werner Schärer. Il rischio di povertà tocca in particolare le donne e gli anziani soli, come pure i lavoratori stranieri arrivati in Svizzera negli Anni '60 e '70, ha sottolineato Kurt Siefert, coautore dello studio. Le cause sono da ricercare nell'aumento dei costi per l'alloggio e l'energia, ma anche per le prestazioni mediche e le cure. Le prestazioni complementari all'AVS non sono state adattate a questa evoluzione e "il minimo esistenziale per la terza età garantito dalla legge è sempre più sotto pressione", ha detto Steifert. Pro Senectute chiede perciò che le prestazioni complementari siano meglio adeguate all'aumento del costo della vita. L'organizzazione reputa necessari interventi anche nel campo della fiscalità, come ad esempio l'esenzione fiscale del reddito minimo vitale. La crescita dei costi per le cure sanitarie rischia peraltro di gettare nella povertà nuove cerchie di pensionati. ATS
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