
In Ticino e in Romandia gli anziani preferiscono far capo alle cure a domicilio piuttosto che farsi ricoverare in case di riposo. Nella Svizzera centrale la tendenza è esattamente inversa. Le opzioni alternative come gli appartamenti specializzati si stanno notevolmente sviluppando in tutto il Paese, indica un rapporto dell'Osservatorio svizzero della salute (Obsan). Esistono tre modelli di presa a carico degli anziani: le case di cura medicalizzate apprezzate soprattutto nella Svizzera centrale (AR, GL, LU, NW, OW, SZ e UR), i servizi di aiuto a domicilio preferite nei cantoni latini (TI, GE, JU, NE, VD) e una combinazione delle due offerte nel resto del Paese. Nella Svizzera latina le case di cura sono diventate l'ultima tappa della presa a carico: i residenti sono più anziani, necessitano di maggiori cure e la durata del soggiorno è più corta, precisa l'Obsan. Di conseguenza il ricorso alle cure a domicilio è più frequente: fra il 15 e il 20% dei ticinesi e dei romandi di oltre 65 anni ricorre a questa possibilità, contro il 13% in media su tutto il territorio nazionale. Nella Svizzera centrale invece le case per anziani hanno pazienti più giovani e meno dipendenti; non vengono considerate come ultimo ricorso, ma piuttosto come una tappa della vita. In altri cantoni il modello è misto: gli anziani ricorrono in egual misura a queste offerte. Le statistiche però non riportano il ventaglio completo delle possibilità di presa a carico: strutture di accoglienza diurne o notturne, appartamenti specializzati, brevi soggiorni in case di cura, l'aiuto di famigliari, associazioni o specialisti. Queste offerte sono state nettamente potenziate negli ultimi anni, ma le informazioni a disposizione sono ancora lacunose. Dove si preferiscono le case anziani, si sono sviluppati i soggiorni brevi in case di cura. Dove invece la presa a carico è piuttosto di tipo ambulatoriale, sono apparse nuove strutture di accoglienza per il giorno o la notte.
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