
Nella Svizzera tedesca, il numero di aggressioni antisemite fisiche e verbali ha registrato un leggero calo nel 2019. A preoccupare sono però le minacce su Internet e sui social media.
9 attacchi verbali, 7 scritte a carattere antisemita
Gli episodi di antisemitismo nel "mondo reale" sono scesi negli ultimi due anni da 42 a 38, secondo un rapporto (che riguarda la Svizzera tedesca) pubblicato oggi dalla Fondazione contro il razzismo e l'antisemitismo (GRA) e dalla Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI).
Nove casi hanno riguardato attacchi verbali ed altri sette scritte a carattere antisemita. In tutta la Svizzera tedesca non sono invece state segnalate aggressioni o danneggiamenti. In Svizzera si registrano in generale meno episodi di violenza rispetto ai Paesi europei confinanti.
Molto più episodi antisemiti via internet, ma in calo rispetto al 2018
I casi registrati sui social media e nelle sezioni dei commenti dei giornali sono stati l'anno scorso 485, 50 in meno rispetto al 2018. Stando al rapporto, la cifra complessiva non tiene probabilmente conto di tutta una serie di casi che non vengono segnalati.
In Romandia meno casi, ma più gravi
In Svizzera romanda, il Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione (CICAD) ha registrato 114 episodi antisemiti, contro i 174 del 2018. L'organizzazione romanda evidenzia tuttavia nel suo rapporto un incremento "dei casi gravi e seri", passati negli ultimi due anni da 6 a 14. Fra questi figurano ad esempio le minacce rivolte ad un bambino ebreo che si stava recando a scuola o la profanazione di una stele in memoria delle vittime della Shoa.
La maggioranza degli episodi via Twitter e Faceobook
Nella Svizzera tedesca a preoccupare sono soprattutto gli episodi che interessano l'online. Il 60% di questi casi si registrano su Twitter e il 30% attraverso Facebook. La qualità e la portata delle affermazioni antisemite nelle rubriche di commento sui portali d'informazione e nei social media sono paragonabili in Svizzera e all'estero, si legge nel rapporto di GRA e FSCI.
Gli argomenti più frequenti sono le teorie cospirative, seguite dall'antisemitismo in generale e da quello legato a Israele. Sulla carta stampata, il numero di commenti antisemiti è molto più limitato, sicuramente per la pratica di controllare i testi prima di pubblicarli. In questo ambito spiccano nella Svizzera tedesca la "Basler Zeitung" e il "Tages Anzeiger", ognuno con il 2,7% dei casi segnalati.
L'effetto "trigger"
Il rapporto sottolinea peraltro l'importanza di eventi che possono scatenare un'impennata di episodi antisemitici per un periodo limitato (il cosiddetto effetto "trigger"). Nella Svizzera tedesca un simile effetto si è verificato agli inizi di aprile in seguito ad un articolo di giornale su un giovane che ha deciso di abbandonare una comunità ebraica ortodossa di Zurigo all'annuncio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di annettere la Cisgiordania.
Secondo la FSCI e la GRA, i recenti attacchi a sinagoghe da parte di sostenitori di teorie cospirative di estrema destra a Pittsburgh (USA), Christchurch (Nuova Zelanda), a Poway (USA) e ad Halle (Germania) dimostrano che la loro diffusione potrebbe portare ad atti reali con gravi conseguenze. Spetta quindi alla società civile, alla politica e alla scuola contrastare la diffusione di simili teorie con coraggio civile, impegno politico e misure di prevenzione.
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