
La vendita di antibiotici utilizzati nella medicina veterinaria ma con effetti indesiderati sull'uomo ha subito l'anno scorso un calo per la prima volta notevole: dopo essere stata per anni fluttuante la quantità è scesa del 23-25% rispetto al 2015. Questa flessione indica un cambiamento a livello di consapevolezza dei veterinari e dei proprietari di animali, afferma l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) in un comunicato odierno. Le misure attuate cominciano a mostrare i loro effetti. La quantità totale di antibiotici venduta, tuttavia, non permette di trarre conclusioni sull'utilizzo effettivo di questi preparati. Per questo occorrerà attendere il 2019, quando sarà funzionante un'apposita banca dati. Come noto il problema di fondo è l'eccessivo utilizzo di questo tipo di medicamenti, che rende i batteri sempre più spesso resistenti. Anche la quantità complessiva di antibiotici venduti a scopi veterinari è ulteriormente diminuita nel 2016: sono stati registrati 38'300 chilogrammi, il 9% in meno dei dodici mesi precedenti. Rispetto al 2008, quando venivano smerciate 72 tonnellate, la contrazione è del 45%. Stando all'USAV la flessione è dovuta principalmente a una riduzione delle vendite di farmaci veterinari somministrati con il mangime nella detenzione di animali da reddito nell'ambito del trattamento di interi gruppi di animali.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

