
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha annullato la stretta applicata alle misure di sicurezza per il trasporto merci su rotaia a seguito dell'incidente del 2023 nella galleria di base del San Gottardo. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) dovrà riesaminare la questione. Diverse società ferroviarie europee hanno inoltrato ricorso dinanzi al TAF contro le nuove misure di sicurezza attuate dall'UFT nel 2025 in reazione al deragliamento di un treno merci nella galleria di base del San Gottardo, avvenuto il 10 agosto 2023. La causa dell'incidente era stata la rottura di una ruota.
Le nuove regole
Le nuove regole prevedevano, tra l'altro, un diametro minimo della ruota di 864 millimetri per determinati tipi. Inoltre, venivano prescritte ispezioni tecniche dei vagoni in funzione di determinate percorrenze chilometriche.
Critiche alle misure
Le società ricorrenti, tra le quali figurano proprietari e imprese di manutenzione di vagoni merci, hanno criticato tali misure definendole sproporzionate ed economicamente inaccettabili. Esse hanno fatto valere il fatto che i provvedimenti non erano sufficientemente giustificati sul piano tecnico e che avrebbero bloccato risorse preziose nelle officine senza per questo aumentare la sicurezza in modo dimostrabile.
La contestazione principale riguardava il fatto che la Svizzera agisse da sola promulgando tali regole e che ciò violasse il principio della cosiddetta «interoperabilità». Quest'ultimo dovrebbe garantire un traffico ferroviario libero e tecnicamente uniforme in Europa. Le imprese hanno sostenuto che era già in corso una procedura europea armonizzata per esaminare il problema.
Il TAF è d'accordo
In alcune sentenze pubblicate oggi, il TAF ha dato loro ragione, principalmente per motivi formali. Le misure emanate dall'UFT sono in contraddizione con le specifiche tecniche di interoperabilità dell'Unione europea (UE), che sono vincolanti in Svizzera. Deroghe nazionali a tali regole sono certamente possibili, ad esempio quale misura di prevenzione urgente dopo un incidente o nell'ambito di un caso particolare. La Svizzera deve tuttavia notificarle all'UE secondo una procedura fissata da un trattato internazionale e dalla legge. L'UFT ha omesso di farlo. L'imposizione di tali misure sotto forma di decisione generale era pertanto contraria al diritto.
Il tribunale ha rinviato il dossier all'UFT. Quest'ultimo deve ora verificare se e sotto quale forma possano essere emanati requisiti nazionali relativi ai carri merci in conformità con gli obblighi internazionali.
Controlli intensificati
In realtà le sentenze pubblicate oggi potrebbero essere superate dall'attualità: solo una settimana fa le autorità europee e l'industria hanno comunicato l'intensificazione dei controlli sui treni merci seguendo gli standard voluti dalla Svizzera. In quell'occasione la direttrice dell'UFT, Christa Hostettler, aveva precisato che Berna si sarebbe allineata alle decisioni dell'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA) e aveva raccomandato all'industria di attuarle subito senza attendere la scadenza del 2028.
L'incidente avvenuto nell'agosto 2023 nella galleria di base del San Gottardo aveva comportato danni per un importo di 150 milioni di franchi. Una delle canne della galleria era dovuta rimanere chiusa per oltre un anno.

