
L'anno agricolo 2010 è contrastato: il raccolto del grano è sensibilmente diminuito rispetto al 2009, principalmente a causa delle condizioni meteorologiche, e anche il mercato del bestiame è stato sotto pressione. L'uva è invece risultata essere di ottima qualità. Lo afferma oggi l'Unione svizzera dei contadini (USC). In totale, il valore della produzione agricola è calato del 3,3% a 10,343 miliardi di franchi. Gli agricoltori dovranno fare i conti con una flessione del loro reddito di circa il 6% quest'anno, prevede l'USC. Il rigido inverno, il tempo freddo e piovoso in maggio, nonché la canicola di luglio hanno avuto ripercussioni sulla produzione di cereali panificabili, scesa dell'11%, e di orzo, scesa dell'8%. Per le stesse condizioni anche il mercato ortofrutticolo ha segnato un calo rispetto al 2009: l'USC afferma che, ad esempio, la flessione per le mele è del 23%. Buone notizie invece per gli amanti del buon vino: l'autunno secco e le notti non troppo fredde hanno favorito la maturazione delle uve. I viticoltori si aspettano una buona annata, anche se i quantitativi sono leggermente inferiori rispetto al 2009. Il mercato del bestiame ha invece sofferto nel 2010 della soppressione dei contributi diretti della Confederazione per gli animali esportati e della debolezza dell'euro: nel 2009 si erano venduti all'estero 5'779 capi, quest'anno, fino a fine ottobre, solo 313. L'euro debole ha avuto conseguenze sul mercato lattiero: in giugno, ad esempio, le importazioni di formaggio hanno superato le esportazioni. L'USC si attende un ulteriore calo del prezzo del latte che tenderà ad allinearsi a quello praticato nell'Ue. ATS
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