
Il Tribunale federale (TF) ha annullato per la prima volta la condanna inflitta ad un automobilista assimilato dalla giustizia ginevrina ad un pirata della strada. Una recente giurisprudenza non esclude che un grave superamento di velocità possa essere commesso in modo non intenzionale.
Il caso sottoposto ai giudici federali riguarda un automobilista registrato da un radar sull'autostrada vicino al varco doganale di Bardonnex (GE), mentre circolava a 99 km/h su un tratto limitato a 40 km/h.
In virtù delle nuove disposizioni di Via Sicura, l'uomo era stato condannato dal Tribunale di polizia di Ginevra a 120 aliquote giornaliere di 80 franchi l'una, nonché ad una multa di 1500 franchi. La Corte d'appello di Ginevra aveva respinto successivamente il ricorso del conducente.
In ultima istanza, il TF intima alla giustizia ginevrina di riesaminare il caso. I giudici federali non escludono che il conducente abbia omesso di rispettare i limiti di velocità in modo involontario. È infatti inconsueto - rilevano - che "un tratto d'autostrada perfettamente mantenuto sia limitato a 40 km/h".
Nel quadro di una prima sentenza resa nel 2014, il TF aveva ritenuto che le sanzioni previste da Via Sicura debbano essere applicate in modo automatico. In giugno ha aperto uno spiraglio, permettendo ai magistrati di escludere in determinate circostanze un comportamento intenzionale da parte del conducente. Quale esempio era stato citato un limite di velocità poco verosimile sul tratto sul quale è stata constatata l'infrazione, oppure una disfunzione tecnica del veicolo.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

