
Questa mattina è balzata agli occhi della cronaca la causa che una giovane musulmana ha indetto, e vinto, contro un’azienda svedese, rea di averne rifiutato l’annessione al team di lavoro per non aver stretto la mano ad un uomo durante il colloquio.
La questione fa discutere anche in Svizzera. Il municipio di Losanna, infatti, non ha autorizzato la naturalizzazione di una coppia musulmana che si è rifiutata di stringere la mano agli interlocutori di sesso opposto. Le autorità hanno reso noto oggi che un tale comportamento non rispetta l'eguaglianza uomo-donna. La maggioranza delle municipalità ha deciso di respingere entrambe le richieste, sottolineando che la stretta di mano "non è che uno degli elementi che hanno portato alla scelta".
Durante le audizioni, i due individui hanno manifestato, a detta delle autorità, “un comportamento generale discriminante". Si sono, per esempio, rifiutate di rispondere a domande poste da persone di genere opposte. Secondo le leggi, sia cantonali che federali, i candidati alla naturalizzazione devono essere ben integrati nella comunità elvetica, e manifestare nei loro comportamenti l'attaccamento alla Svizzera e alle istituzioni, così come il rispetto dell'ordine giuridico elvetico.
Tempo addietro, nella Confederazione, aveva invece fatto discutere il caso di una scuola di Therwil (BL), dove un allievo musulmano aveva rifiutato di dare la mano a una insegnante, una consuetudine nel Cantone. Il governo di Basilea Campagna aveva perciò deciso che i docenti possono esigere dagli allievi la stretta di mano. Anche se vi è in gioco la libertà di religione, secondo le autorità cantonali l'interesse pubblico in questo caso prevale.
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