
I disabili devono poter godere della parità di accesso a un sistema educativo permeabile e di quegli ausili tecnici volti a migliorare la loro integrazione nel mondo lavorativo. Sono le principali conclusioni cui giunge il Consiglio federale nel rapporto adottato oggi sull'impatto della digitalizzazione nelle condizioni d'impiego e di lavoro delle persone con disabilità. Benché ci siano ancora ostacoli al proposito, il governo crede che i provvedimenti adottati finora bastino.
Difficoltà nella digitalizzazione
Il documento dell'esecutivo, redatto in risposta a postulato dell'ex "senatrice" Pascale Bruderer Wyss (AG/PS), rileva le maggiori difficoltà nella digitalizzazione in ambito lavorativo riscontrate dalle persone con disabilità che dispongono di scarse qualifiche e competenze di base, oppure che hanno lacune nel curriculum lavorativo. Nel documento viene sottolineata l'importanza di formulare condizioni quadro "che promuovono l'integrazione personale" dei disabili ed "eliminano gli ostacoli", si legge nel comunicato.
I datori di lavoro devono facilitare la partecipazione
È inoltre auspicato che i datori di lavoro facilitino ai collaboratori con handicap la partecipazione allo sviluppo digitale, nonché che adottino una cultura aziendale inclusiva e offrano "condizioni di lavoro flessibili e adattabili individualmente", continua la nota. Il Consiglio federale ha deciso di non adottare misure supplementari, ritenendo che quanto si sta facendo sia sufficiente per migliorare le condizioni quadro.

