Cerca e trova immobili
Svizzera
Ancora nucleare al Nazionale, perequazione risorse agli Stati
Redazione
12 anni fa

Proseguono stamane i dibattiti alle Camere federali in una seduta più breve del solito: nel pomeriggio, infatti, si terranno i festeggiamenti per ricordare i 40 anni dalla firma da parte elvetica della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Al Consiglio nazionale è in agenda l'iniziativa popolare dei Verdi "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare", testo che prevede lo spegnimento di tutti i reattori dopo 45 anni di impiego (ossia al massimo nel 2029). La commissione preparatoria invita a respingere questa modifica costituzionale. Per questo oggetto si sono annunciati una quarantina di oratori. La strategia energetica 2050, approvata ieri dal plenum in serata dopo un dibattito durato 5 giorni in totale, è intesa dal Consiglio federale quale controprogetto indiretto a questa iniziativa. Rispetto al testo degli ecologisti, il Nazionale ha optato per un uscita dal nucleare a tappe. Gli impianti più vetusti potranno rimanere in esercizio fino a 60 anni: Beznau I e II verrebbero chiuse nel 2029 e nel 2031. La centrale di Mühleberg è invece destinata a cessare l'attività nel 2019. Per Leibstadt e Gösgen non sono stati posti vincoli temporali: tuttavia, all'approssimarsi dei 40 di esercizio, dovrebbero presentare un piano di sviluppo a lungo termine, rinnovabile ogni dieci anni, purché vengano rispettati standard di sicurezza severi. Al Consiglio degli Stati, l'agenda dei lavori prevede un dibattito sulla perequazione finanziaria per il periodo 2016-2019. Stando alla commissione preparatoria, i cantoni ricchi non dovrebbero ricevere "sconti" sulla fattura per la perequazione finanziaria. Il Consiglio federale chiedeva di ridurre di 134 milioni di franchi (su un totale di 1,5 miliardi) il contributo dei cantoni ricchi e di 196 milioni (su 2,3 miliardi ) quello della Confederazione. Questo adeguamento, aveva sostenuto il governo, è dovuto al fatto che la ridistribuzione ha oltrepassato gli obiettivi prefissati. Nessun cantone infatti si trova al disotto dell'85% della media svizzera delle risorse per abitante. Tra il 2012 e 2014 sono stati versati 279 milioni di troppo, stando al Consiglio federale. La maggioranza della commissione delle finanze non crede invece che questa evoluzione sia duratura. Per questo non intende modificare un sistema che funziona. I cantoni "ricchi" avevano presentato una lista di rivendicazioni, come la presa in considerazione dei canoni per i diritti d'acqua o della ponderazione ridotta degli utili delle imprese nel calcolo del potenziale delle risorse. Chiedevano anche di destinare meno risorse ai cantoni che praticano il dumping fiscale o sono vicini alla media. Il Consiglio federale però non aveva fatto loro alcuna concessione. Il progetto governativo non prevede nessuna modifica del meccanismo di compensazione degli oneri - dotato di 730 milioni - legati ad aggravi geo-topografici o socio-demografici e neppure la soppressione del fondo per compensare i casi di rigore, finanziato in misura di un terzo dalla Confederazione e il rimanente dai cantoni (359 milioni a fine 2014).

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata