
Circa 15'000 medici generici in tutta la Svizzera hanno partecipato oggi allo sciopero indetto dalla categoria contro la politica del ministro della sanità Pascal Couchepin. In particolare è stato espresso malcontento in merito per la decisione di ridurre del 20% le tariffe delle analisi di laboratorio dal prossimo luglio, al fine di risparmiare 200 milioni di franchi all'anno. Duemila erano presenti questo pomeriggio alla manifestazione nazionale di Berna, dove sono giunti molti medici dai cantoni di Ginevra e Vaud, che a migliaia avevano attuato le loro agitazione già il 24 marzo. A Couchepin è stata indirizzata una nota ufficiale di protesta, ma il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) non si è mostrato: al suo posto la missiva è stata ricevuta dal direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Thomas Zeltner. Al responsabile della sanità nazionale i medici generici ricordano che essi incidono per meno del 20% sui costi del settore della salute. E senza laboratorio manca loro uno dei più importatnti strumenti di diagnosi: grazie a questi è infatti attualmente possibile trattare l'80% dei pazienti senza ulteriori visite e spese supplementari. Secondo i manifestanti, Couchepin attua una politica ostile ai dottori di famiglia, con decisioni "letali" che a breve termine porteranno alla chiusura di molti gabinetti, dato che le nuove tariffe non permetteranno di coprire le spese. Alla base di queste critiche c'è la grande differenza di remunerazione fra medici generici e specialisti e la conseguente mancanza di medici di famiglia. Nella città federale la rabbia dei protestatari si è anche espressa con la richiesta di dimissioni del ministro vallesano, che alcuni striscioni accusano di essere il "becchino dei medici di famiglia". "Couchepin, torna a Martigny!", "Discussioni o dimissioni!" intimavano altre scritte. Richieste di dimissioni di Couchepin sono giunte anche dal presidente della Società svizzera di medicina generale (SSMG) François Héritier, che da Delémont ha annunciato altre azioni per accrescere la pressione sul Consigliere federale PLR: "Ogni mese adotteremo nuove misure se l'UFSP non darà segnali di apertura". "Da oggi non consegneremo più i certificati di decesso". "Siamo in collera contro il signor Couchepin". C'è una crisi di fiducia che sarà difficile da superare, ha aggiunto. Nel capoluogo giurassiano la protesta ha riunito oltre 200 persone fra medici, assistenti di laboratorio e pazienti. Molto più numerosa, con un migliaio di persone, è stata la partecipazione alle manifestazioni di Basilea, Lucerna e San Gallo. La città renena, dove si è protesatato anche contro la diminuzione dei margini sui medicinali dispensati direttamente nei gabinetti medici, non è stata più tenera con il ministro della sanità: "Couchepin, Addio!", "Couchepin vergognati!" si poteva leggere oltre agli striscioni che chiedevano la "Fiducia nel medico di famiglia". A nome della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), di cui è vicepresidente, il responsabile del dicastero basilese della sanità Carlo Conti (PPD) ha detto che le ristrutturazioni non devono farsi a spese dei medici di famiglia; anzi, le loro condizioni di lavoro andrebbero migliorate, così come gli indennizzi per gli interventi di urgenza. Se la situazione non cambia - ha avvertito - a lungo termine non si potrà più garantire un'assistenza di medicina di base su vasta area. Occorre quindi anche promuovere la formazione dei dottori generici, sia negli ospedali cantonali, sia nei gabinetti privati. A Zurigo, dove Couchepin è stato definito "un caso da pronto soccorso", alle varie azioni di sensibilizzazione, secondo gli organozzatori, ha preso parte il 60% dell'oltre un migliaio di generalisti attivi nel cantone. Fra la gente presente sulla Bürkliplatz nel pomeriggio c'erano più di 300 fra medici e assistenti di laboratorio. A parte la riunione nella città sulla Limmat, la agitazioni si sono svolte in modo decentralizzato, con molti studi che sono rimasti chiusi, ed altri che
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