
Amnesty International si dice preoccupata per la libertà di espressione in questi tempi di crisi, in cui vige lo stato di emergenza che limita il diritto di manifestare. Gli interventi di polizia del primo maggio hanno spinto la sezione svizzera dell'organizzazione a chiedere chiarimenti al Consiglio federale. I rapporti sull'operato della polizia venerdì scorso a Berna, Zurigo e Losanna mostrano che anche le azioni di piccoli gruppi o singoli individui chiaramente conformi alle regole diramate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), e che non rappresentavano un rischio per la salute, sono state impedite e/o punite, scrive Amnesty in una nota odierna.
Mentre lo stato di emergenza impedisce qualsiasi raduno di più di cinque persone, l'organizzazione ritiene che i divieti debbano sempre rimanere proporzionati e non limitare inutilmente la libertà di espressione. Secondo lo stesso UFSP esiste un margine di apprezzamento, soprattutto se singole persone partecipano a un'azione, osserva Amnesty. L'organizzazione ritiene urgente che le autorità forniscano chiarimenti, soprattutto perché lunedì 11 maggio è previsto un allentamento delle restrizioni in ambito economico. Anche in tempi di epidemia, un divieto generale di raduni dovrebbe essere una misura di ultima istanza, secondo Amnesty.
L'ong, che difende i diritti umani, chiede pertanto al Consiglio federale di elaborare entro lunedì 11 maggio delle linee guida concrete sulle condizioni in cui è consentita l'espressione dell'opinione pubblica e le manifestazioni. Non c'è motivo di vietare forme di azione che non costituiscono una minaccia per la salute, afferma nel suo comunicato. Anche nel caso di un raduno tenuto in violazione delle norme di emergenza, la decisione di disperdere i manifestanti deve essere giudicata alla luce di un pericolo reale per la salute pubblica, aggiunge Amnesty, per la quale l'accerchiamento e/o l'arresto di dimostranti può al contrario comportare un maggiore rischio di contagio. I partecipanti dovrebbero quindi avere la possibilità di disperdersi volontariamente.
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