
Amnesty International critica le procedure d'asilo accelerate in Svizzera. Ci sono problemi per quanto riguarda la qualità delle decisioni e la protezione dei richiedenti asilo particolarmente vulnerabili.
"L'accelerazione delle procedure a scapito della qualità"Dall'entrata in vigore, il 1° marzo 2019, della nuova legge sull'asilo, il Tribunale amministrativo federale ha emesso almeno 50 decisioni di rinvio, scrive Amnesty International nel suo rapporto annuale 2019, pubblicato giovedì. Ciò dimostra che l'accelerazione delle procedure avviene ancora troppo spesso a scapito della qualità delle decisioni. Il capitolo del rapporto relativo alla Svizzera critica inoltre la mancanza di un sistema affidabile per l'identificazione precoce dei richiedenti asilo vulnerabili. Ne sono toccate ad esempio le vittime di tortura.
"Il 22% delle donne in Svizzera ha subito atti sessuali indesiderati a partire dai 16 anni"Il rapporto critica anche le nuove disposizioni che vietano ai rifugiati ammessi provvisoriamente e a quelli riconosciuti di recarsi nei loro paesi d'origine. Al di fuori del campo dell'asilo, il rapporto individua carenze nell'ambito dei diritti fondamentali in relazione alle misure e alle leggi per combattere il terrorismo e per quanto riguarda i diritti delle donne. Uno studio commissionato dall'organizzazione per i diritti umani arriva alla conclusione che il 22% delle donne in Svizzera ha subito atti sessuali indesiderati a partire dai 16 anni.
"Riforma del diritto penale"Amnesty chiede quindi una riforma del diritto penale in materia di reati sessuali che renda punibili tutti gli atti sessuali senza consenso. L'attuale concetto giuridico di violenza carnale presuppone invece che sulla vittima siano state esercitate minacce, violenza o pressioni psicologiche. Amnesty teme inoltre che i diritti fondamentali possano essere limitati in relazione a definizioni non sufficientemente precise nell'ambito della lotta al terrorismo. Un esempio è il nuovo articolo del codice penale relativo alla "organizzazione di un viaggio con l'obiettivo di commettere un reato terroristico", introdotto per motivi di sicurezza. Vengono criticate anche le misure coercitive preventive contro le cosiddette minacce terroristiche.
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