Cerca e trova immobili
Svizzera
Amianto: Suva e Inail italiano siglano accordo
Redazione
17 anni fa

La Suva vuole rintracciare i lavoratori italiani che in passato sono stati esposti all'amianto in Svizzera e successivamente sono rientrati in patria, eventualmente allo scopo di indennizzarli. A tal fine ha concluso un accordo con l'Istituto nazionale italiano di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail). Nei decenni scorsi numerosi italiani hanno lavorato in ditte elvetiche che trasformavano o utilizzavano materiali contenenti amianto, rammenta in una nota odierna la Suva (Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni). Si presume dunque che alcuni di loro abbiano contratto malattie dovute a questa sostanza ma che non sono ancora state segnalate come malattie professionali. È inoltre prevedibile che in futuro si manifesteranno altri casi di malattia da amianto. Poiché la Suva non può intervenire direttamente in Italia, ha ora concluso un accordo con il suo omologo italiano Inail, che si è impegnato a informare i medici, a registrare le loro segnalazioni e a trasmetterle. I lavoratori interessati potranno così beneficiare, se necessario, di visite mediche preventive e far eventualmente valere il loro diritto a prestazioni assicurative in contanti secondo la legge svizzera. La Suva è un'azienda autonoma di diritto pubblico che assicura oltre 100'000 aziende, ossia circa 1,9 milioni di lavoratori e disoccupati, contro le ripercussioni degli infortuni e delle malattie professionali. Tra il 1939 e il 2006 l'istituto ha riconosciuto complessivamente 2104 casi di malattie dovute all'amianto e ha pagato in tutto 470 milioni di franchi, per lo più sotto forma di rendite alle famiglie di lavoratori deceduti. Nel solo 2006 sono stati riconosciuti 285 casi. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata