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Svizzera
Amherd: “Molestie a Macolin intollerabili”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Keystone-ats
6 anni fa
I casi di molestie registrate sui giovani atleti del centro bernese hanno suscitato la dura reazione della ministra dello sport

I casi di molestie e pressioni insostenibili avvenute al centro sportivo di Macolin (BE) rivelate dalla stampa nei mesi scorsi non sono tollerabili per la consigliera federale Viola Amherd. Si dovrebbe fare di tutto per proteggere i giovani atleti, non solo nella ginnastica ma nello sport in generale, si legge in un comunicato pubblicato a fine pomeriggio.

In estate avevano suscitato scalpore le rivelazioni di alcune ex atlete sui metodi da caserma applicati a Macolin. Il giornale ginevrino Le Temps, per esempio, ha pubblicato un’intervista alla ticinese Lisa Rusconi, ex capitana della nazionale di ginnastica ritmica, che aveva denunciato le violenze fisiche e psicologiche subite dalle sue allenatrici - tutte dell’Europa dell’est - tra il 2012 e il 2017. Altre interviste dello stesso tenore erano apparse su giornali svizzero tedeschi.

Il caso è stato discusso in un incontro virtuale tra la ministra dello sport Viola Amherd, la Federazione svizzera di ginnastica e Swiss Olympic, indica oggi il suo dipartimento. La consigliera federale vuole che i casi vengano gestiti esternamente e sostiene pertanto l’istituzione di un servizio di segnalazione indipendente. Tale struttura deve essere disponibile per tutti gli sport e va resa accessibile agli atleti, ai loro genitori e al personale ausiliario.

L’Ufficio federale dello sport (UFSPO) ha già incaricato Swiss Olympic nel 2019 di valutare l’opportunità di introdurre tale servizio. I risultati dovrebbero essere disponibili entro fine anno.

La creazione di tale organismo è sostenuta anche dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) che ha depositato proprio ieri una mozione che ne chiede appunto l’istituzione. La richiesta sarà integrata nei lavori in corso, scrive ancora il DDPS.

Di molestie e abusi di potere, come quelli avvenuti a Macolin o quelli emersi più recentemente in seno alla televisione romanda RTS, si sono occupate anche le Donne socialiste, che li hanno definiti “inaccettabili”.

Anch’esse hanno annunciato il deposito di un atto parlamentare alle Camere federali. “Troppo spesso tali incidenti sono trattati come ‘casi isolati deplorevoli’ e, quando i fatti vengono alla luce, ciò sfocia eventualmente in un licenziamento o un trasferimento interno”, deplora la consigliera nazionale Valérie Piller Carrard (PS/FR), citata in una nota.

Quanto alla creazione di un ufficio indipendente al quale potrebbero rivolgersi gli atleti, le socialiste ricordano che la richiesta era già stata fatta dieci anni fa. È “assolutamente incomprensibile” che una struttura del genere non esista ancora, denunciano.

Le donne socialiste vogliono anche la creazione di una delegazione parlamentare di sorveglianza contro il mobbing, la discriminazione, il sessismo e le molestie sessuali nell’amministrazione federale e nelle società vicine alla Confederazione.

Le cause del problema non vengono infatti sufficientemente prese in considerazione, sostiene Piller Carrard. Queste “sono soprattutto di natura strutturale e si basano anche sull’abuso di potere”, afferma.

Per avere un’idea più precisa degli avvenimenti accaduti a Macolin, le Donne socialiste chiedono che la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura convochi per un’audizione l’UFSPO, Swiss Olympic e la FSG.

Il caso RTS è invece più recente: sabato 31 ottobre il quotidiano Le Temps ha pubblicato un’inchiesta che fa stato di molestie sessuali, gesti inappropriati e abuso di potere all’interno della Radiotelevisione romanda. Coinvolti sarebbero due quadri e l’ex presentatore star della RTS Darius Rochebin. In seguito a tale scandalo, la settimana scorsa la SSR ha annunciato di aver avviato due indagini indipendenti.

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