
Abrogare la legge sul CO2 al più tardi entro il 2012, quando scadranno gli impegni assunti con gli accordi di Kyoto: è quanto chiede l'Unione democratica di centro, secondo la quale il gettito della tassa ecologica dovrebbe essere rimborsato, e non essere reinvestito nelle energie rinnovabili. Sul fronte della protezione ambientale e dell'efficienza energetica la Svizzera figura, nel raffronto internazionale, tra i primi della classe, ha detto oggi in una conferenza stampa a Berna il presidente dell'UDC Toni Brunner. Ma malgrado questi ottimi risultati, i partiti - e in particolare il consigliere federale Moritz Leuenberger - non si stancano mai di additare la Confederazione come se fosse una "pecora nera". In questi anni, ha ancora affermato Brunner, sono stati promulgati divieti e introdotti balzelli senza nessun riguardo per la competitività economica e per i contribuenti: la tassa sul CO2 è così diventata "una tassa di troppo". La discussione sul clima è peraltro inquinata da considerazioni ideologiche e da timori infondati, quali quelli propagati in passato in relazione alla cosiddetta "morìa dei boschi". Per Brunner vi è una sola soluzione praticabile: bisogna imperativamente tornare alla ragionevolezza. Ci sono sempre stati mutamenti climatici, afferma ancora l'UDC, e in nessun caso si può parlare di un continuo aumento delle temperature. Inutile quindi precipitarsi in un "esagerato attivismo". Senza contare che la Svizzera contribuisce solo nella misura dello 0,1% alle emissioni di CO2 riconducibili alle attività umane. Gli sforzi per limitare i gas ad effetto serra, affermano i democentristi, hanno senso solo se integrati in un programma coordinato sul piano mondiale che includa paesi come Cina, Stati Uniti e India. Solo a queste condizioni la Svizzera, scaduto Kyoto, potrà partecipare a ulteriori trattati ambientali. ATS
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