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Svizzera
Ambiente: UDC chiede la revoca della tassa sul CO2
Redazione
18 anni fa

Abrogare la legge sul CO2 al più tardi entro il 2012, quando scadranno gli impegni assunti con gli accordi di Kyoto: è quanto chiede l'Unione democratica di centro, secondo la quale il gettito della tassa ecologica dovrebbe essere rimborsato, e non essere reinvestito nelle energie rinnovabili. Sul fronte della protezione ambientale e dell'efficienza energetica la Svizzera figura, nel raffronto internazionale, tra i primi della classe, ha detto oggi in una conferenza stampa a Berna il presidente dell'UDC Toni Brunner. Ma malgrado questi ottimi risultati, i partiti - e in particolare il consigliere federale Moritz Leuenberger - non si stancano mai di additare la Confederazione come se fosse una "pecora nera". In questi anni, ha ancora affermato Brunner, sono stati promulgati divieti e introdotti balzelli senza nessun riguardo per la competitività economica e per i contribuenti: la tassa sul CO2 è così diventata "una tassa di troppo". La discussione sul clima è peraltro inquinata da considerazioni ideologiche e da timori infondati, quali quelli propagati in passato in relazione alla cosiddetta "morìa dei boschi". Per Brunner vi è una sola soluzione praticabile: bisogna imperativamente tornare alla ragionevolezza. Ci sono sempre stati mutamenti climatici, afferma ancora l'UDC, e in nessun caso si può parlare di un continuo aumento delle temperature. Inutile quindi precipitarsi in un "esagerato attivismo". Senza contare che la Svizzera contribuisce solo nella misura dello 0,1% alle emissioni di CO2 riconducibili alle attività umane. Gli sforzi per limitare i gas ad effetto serra, affermano i democentristi, hanno senso solo se integrati in un programma coordinato sul piano mondiale che includa paesi come Cina, Stati Uniti e India. Solo a queste condizioni la Svizzera, scaduto Kyoto, potrà partecipare a ulteriori trattati ambientali. ATS

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