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Svizzera
Ambiente: la Svizzera può migliorare, OCSE
Redazione
9 anni fa

La Svizzera deve migliorare la protezione della biodiversità e la qualità delle sue acque. È quanto sostiene l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel suo rapporto sulle performance ambientali. Il riciclaggio ha portato a buoni risultati, è stato sottolineato oggi in conferenza stampa a Berna dal segretario generale supplente dell'OCSE Masamichi Kono e dal direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) Marc Chardonnens. Anche in questo caso esistono però margini di miglioramento, specialmente per quel che riguarda i rifiuti di costruzione e demolizione, che superano i 15 milioni di tonnellate all'anno. Secondo l'OCSE, la Confederazione non è ancora riuscita a separare interamente la crescita economica dalle pressioni ambientali complessive. Criticate sono in particolare le abitudini di consumo, con la Svizzera che risulta fra i maggiori produttori di rifiuti urbani in Europa, con 742 chilogrammi pro capite all'anno. Per quel che riguarda le acque, queste sono esposte a pressioni a causa dello sfruttamento intensivo della forza idrica, dei pesticidi impiegati nell'agricoltura e dei micro inquinanti rilasciati dalle economie domestiche e dall'industria. Anche nell'ambito della biodiversità la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri Paesi dell'OCSE. L'estensione, la qualità e l'interconnessione delle aree protette sono lacunose nel raffronto internazionale. In questo settore il problema è dovuto principalmente alla dispersione degli insediamenti, alla frammentazione del paesaggio provocata da infrastrutture e all'elevato inquinamento da ammoniaca e pesticidi rilasciati dall'agricoltura. Tirando le somme, un terzo delle specie e la metà dei principali habitat sono minacciati. Nel rapporto viene poi sottolineato che l'abbandono pianificato del nucleare richiederà sforzi per potenziare e accelerare lo spiegamento delle fonti energetiche rinnovabili e soluzioni per l'efficienza energetica. Tra le opzioni politiche figurano un ampliamento della base imponibile della tassa sul CO2 e una fiscalità basata sugli incentivi più in generale.

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