
È un'idea che può sembrare strampalata, ma che è stata pensata per evitare che si ripetino situazioni difficili come quella della messa in atto dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
Il consigliere nazionale vodese Claude Béglé (PPD) ha presentato un'interpellanza per chiedere di alzare la soglia della maggioranza per le iniziative popolari dal 50 al 52%.
Lo riferisce Le Matin, spiegando che se un'iniziativa ottenesse tra il 50 e il 52% dei voti, verrebbe introdotto un termine di due o tre anni per cercare soluzioni alternative prima di tornare alle urne.
Béglé è consapevole che la sua idea può sembrare spiazzante, ma sostiene che si tratterebbe di una formula "saggia" e "che lascia un tempo di maturazione".
Se fosse stata in vigore, negli ultimi dieci anni questa regola sarebbe stata applicata tre volte: per l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa (accettata con il 50,3% di voti favorevoli), per quella sulle residenze secondarie (50,6% di sì) e per quella sull'imperscrittibilità dei reati di pornografia infantile. Tutte iniziative che hanno posto dei grandi problemi di applicazione.
"Andiamo verso un aumento delle iniziative complesse" afferma Béglé. "Ci vorrà sempre più tempo per approfondirle. E siamo a maggior ragione legittimati a farlo quando la maggioranza è risicata."
Le prime reazioni alla proposta del parlamentare PPD non sono però state particolarmente entusiaste, anzi. "È la proposta di un cattivo perdente" ha commentato Jean-Luc Addor (UDC). "Il verdetto popolare non può essere considerato come il risultato di un semplice sondaggio." La liberale radicale Isabelle Moret ha dal canto suo sostenuto che "si tratta di una proposta complicata, incomprensibile e che indebolisce la democrazia." Secondo la vodese, non è il tasso di accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa che ha causato problemi per la sua applicazione, ma il fatto che il testo presentava molte contraddizioni.
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