
Da diverse settimane le organizzazioni sindacali OCST e VPOD ricevono segnalazioni da parte del personale occupato presso le case anziani della regione Moesa, che racconta di “pressioni sul posto di lavoro, insicurezza e disagio, nonché di problematiche a livello di gestione sanitaria degli ospiti”. Negli ultimi giorni, inoltre, vi sono stati ulteriori licenziamenti a quelli già segnalati a fine gennaio, denunciano i sindacati in una nota: “Alcune direzioni ci hanno comunicato che la riduzione del personale è provocata dalla diminuzione dell’occupazione dei posti letto dovuta all’attuale crisi sanitaria. Purtroppo però, a oggi, nessuna casa anziani ha accettato di aprire un dialogo trasparente con i sindacati. I dipendenti, dal canto loro, non vogliono esporsi per paura di perdere il proprio posto di lavoro”.
Un appello alla politica
Di fronte a questa situazione OCST e VPOD lanciano un appello alla politica grigionese affinché si riconosca rapidamente un aiuto economico straordinario che consenta alle case per anziani della Moesa di mantenere i posti di lavoro. Secondo i sindacati tale aiuto, alla fine della pandemia, “permetterà di garantire la continuità e la qualità delle cure in favore degli anziani che torneranno ad occupare le strutture”. Secondo i sindacati infatti l’attuale riduzione dei posti letto è una “conseguenza passeggera provocato dalla crisi sanitaria”. Ma la perdita di personale competente e qualificato provocherà “delle gravi ripercussioni sia per il settore sanitario della Moesa che per il numero di posti di lavoro esistenti nella regione”.
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